Concorso per il conferimento di n. 25 borse di studio per studentesse iscritte al corso di laurea magistrale in Fisica Sperimentale e Teorica delle Interazioni Fondamentali e in Fisica Applicata per l’anno accademico 2022/2023
Nell’ambito del “Progetto più donne nella FISICA” per promuovere e sostenere le ragazze nello studio della Fisica, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare indice un concorso pubblico per soli titoli per il conferimento di n. 25 borse di studio per studentesse iscritte al corso di laurea magistrale in Fisica Sperimentale e Teorica delle Interazioni Fondamentali e in Fisica Applicata in possesso dei seguenti requisiti:
• Iscrizione e immatricolazione per l’intero anno accademico 2022/2023 al primo anno di un corso di laurea magistrale in Fisica presso un’Università italiana. • Laurea Triennale in Fisica conseguita entro il 31 dicembre 2022, con una votazione non inferiore a 100/110 e con una media ponderata di voti degli esami sostenuti non inferiore a 26/30 (la media ponderata è determinata moltiplicando il numero di crediti conseguiti in ciascun esame per il voto ottenuto, la somma dei prodotti ottenuta è divisa per la somma complessiva dei crediti conseguiti; sono esclusi dal calcolo gli esami superati ai quali non è attribuito un voto).
La durata della borsa di studio è di un anno eventualmente rinnovabile per un ulteriore anno. L’importo lordo della borsa è stabilito in €1.500,00 e verrà corrisposto nel primo mese di inizio della borsa di studio. Le domande di partecipazione al concorso devono essere compilate e trasmesse all’INFN per via telematica tramite il sito internet https://reclutamento.dsi.infn.it entro e non oltre il 31 gennaio 2023 entro le ore 23:59:59
Il 17 settembre sarà inaugurato al centro comunale d’arte e cultura “Il Ghetto” di Cagliari la prima edizione del festival “GravitasFest”, realizzato dalla Sezione di Cagliari dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN).
“Oltre il senso comune”, è questo il tema della prima edizione di “GravitasFest”, un festival scientifico multidisciplinare che abbraccia temi come la fisica contemporanea, la filosofia e la storia della scienza, l’arte e la sociologia. Nei due giorni del festival, 17 e 18 settembre, la sala comunale d’arte e cultura “Il Ghetto”, in via Santa Croce 18 a Cagliari, sarà teatro di laboratori, tavole rotonde, spettacoli interattivi e mostre.
Organizzato e promosso dalla sezione di Cagliari dell’INFN, il “GravitasFest” chiude una serie di attività divulgative e didattiche dedicate a studenti e studentesse delle scuole secondarie di II grado svolte nell’anno scolastico 2021-2022. Le mostre, in particolare, sono state realizzate in collaborazione con gli studenti e le studentesse che hanno partecipato al progetto “Gravitas”, promosso dalla sezione di Cagliari dell’INFN in collaborazione con il Dipartimento di Fisica e il Piano Lauree Scientifiche Fisica dell’Università degli studi di Cagliari (Unica).
Il programma del festival è stato presentato in occasione di un evento il 7 settembre a Cagliari, al Bar Florio di Piazza San Domenico. Oltre alle mostre e i laboratori didattici, il ricco calendario delle due giornate prevede eventi e discussioni in tono informale e affascinante su buchi neri e onde gravitazionali, vita fuori dalla Terra, teletrasporto quantistico, materia ed energia oscura, rapporto tra scienza e filosofia e tra scienza e industria culturale, gravità quantistica, filosofia del digitale, nuove scienze storia della scienza e sua evoluzione nei secoli, e di molto altro ancora.
Ci sarà inoltre spazio per laboratori e spettacoli al confine tra arte e scienza. Tra questi, il 17 settembre alle 21.30 Antonio Zoccoli, presidente dell’INFN, presenterà il monologo musicale illustrato “Dante e la Scienza moderna” in compagnia dell’attore Stefano Sabelli, delle illustrazioni di Luca Ralli e delle note al pianoforte di Claudio Mosca. Per il 18 alle 19.00, invece, è previsto lo spettacolo “Tacchini e raggi di luce – storie di incroci tra scienze e filosofia” di Gaia Contu, divulgatrice, youtuber e filosofa della scienza.
Partner del festival
Il “GravitasFest” è organizzato e promosso dalla sezione di Cagliari dell’INFN e realizzato con il sostegno e il patrocinio di INFN, Unica, il Dipartimento di Fisica e il Piano Lauree Scientifiche Unica e del Comune di Cagliari, in collaborazione con “Il Ghetto”, l’Associazione culturale IDeAS, l’Osservatorio Astronomico di Cagliari e la sezione di Cagliari dell’Istituto Nazionale di Astrofisica.
Ripreso da comunicato dell’Ufficio comunicazione INFN
La comunità che lavora al progetto ET Einstein Telescope per la realizzazione del futuro pionieristico osservatorio di onde gravitazionali europeo ha formalmente sancito la nascita della Collaborazione scientifica Einstein Telescope, nel corso del XII Simposio di ET che si è tenuto all’Accademia ungherese delle Scienze di Budapest, il 7 e 8 giugno.
“Il XII Simposio di Einstein Telescope che si è appena concluso rappresenta un passaggio cruciale nel percorso del progetto perché ha segnato la nascita della vera e propria Collaborazione scientifica ET”, ha commentato Michele Punturo, ricercatore dell’INFN che è stato fino ad ora alla guida della comunità di ET e adesso ricoprirà il ruolo di portavoce della collaborazione. “Eravamo una comunità scientifica, oggi siamo una collaborazione scientifica, ossia un sistema strutturato e organizzato che lavora seguendo regole condivise per il raggiungimento del comune obiettivo: la realizzazione di Einstein Telescope, una grande infrastruttura di ricerca europea che ci porterà al centro della scienza mondiale e ci consentirà di mantenere la leadership scientifica e tecnologica in questo promettente settore di ricerca della fisica fondamentale. Questo è dunque per tutti noi un momento di grande soddisfazione e motivazione”, conclude Punturo.
“Oggi è un momento storico per ET perché sancisce la nascita della Collaborazione scientifica di quello che sarà uno straordinario strumento di scienza e conoscenza: ET ci consentirà di risalire, attraverso le onde gravitazionali, fino alle prime strutture dell’universo”, ha spiegato Marica Branchesi, professoressa del GSSI e ricercatrice all’INFN, coordinatrice dell’Observational Science Board (OSB). “Nella Collaborazione abbiamo già un Observational Science Board con più di quattrocento persone che stanno lavorando su differenti temi scientifici, dalla fisica fondamentale alla fisica nucleare, dall’astrofisica alla fisica astroparticellare, alla cosmologia. ET sarà veramente rivoluzionario per la nostra comprensione dell’universo lungo la sua storia cosmica”, conclude Branchesi.
“Questi sono tempi entusiasmanti: le rilevazioni delle onde gravitazionali da parte di LIGO e Virgo hanno dato inizio a una rivoluzione scientifica, inaugurando l’era dell’astronomia gravitazionale e multimessaggera, che ha un futuro luminoso”, ha affermato il direttore dell’Osservatorio Gravitazionale Europeo EGO, Stavros Katsanevas. “La rete Ligo-Virgo-Kagra sta attualmente migliorando la sua sensibilità verso una moltiplicazione degli eventi di onde gravitazionali rivelati di un ordine di grandezza e più, ed è incoraggiante che questo impegno possa proseguire con il rivelatore di terza generazione Einstein Telescope. ET sonderà l’universo delle onde gravitazionali fino all’alba della formazione di stelle e galassie e anche oltre. I team ingegneristici e scientifici di EGO, che stanno lavorando intensamente agli aggiornamenti di Virgo, sono molto felici di aver contribuito con la loro esperienza e continueranno a contribuire in futuro a questa entusiasmante avventura”, ha concluso il direttore di EGO.
L’evento ha visto la partecipazione, in presenza e da remoto, di 438 scienziati provenienti da 13 Paesi, che si sono confrontati sulle sfide tecnologiche che dovranno essere affrontate per arrivare alla costruzione della nuova grande infrastruttura di ricerca, e sui progressi scientifici e tecnici compiuti negli ultimi mesi da ciascun gruppo di lavoro di ET.
La Direzione del progetto, affidata all’olandese Jo van den Brand di Nikhef e all’italiano Fernando Ferroni del GSSI e dell’INFN, ha presentato la prospettiva delle istituzioni scientifiche che stanno sostenendo ET.
Sono stati inoltre presentati all’intera collaborazione il progetto INFRA-DEV Horizon EU, approvato per supportare la fase di preparazione dell’esperimento, e la proposta INFRA-TECH Horizon EU, recentemente presentata a Bruxelles per sostenere le attività di R&D.
Durante il Simposio è stato costituito il Consiglio di Collaborazione di ET, presieduto dal tedesco Harald Lueck del Max Planck Institute e composto dai rappresentanti di ciascuno dei 79 gruppi di ricerca che fanno parte della collaborazione. Durante la prima riunione del Consiglio, la Collaborazione ha anche discusso il nuovo statuto di Einstein Telescope che regolerà il futuro dell’esperimento, e ha avviato le procedure per istituire i comitati necessari al funzionamento tecnico e organizzativo della collaborazione.
Con la nascita della Collaborazione ET, il simposio depone così una pietra miliare del lungo cammino di Einstein Telescope.
Si è conclusa la prima edizione di Art&Science Across Italy in Sardegna. La mostra sarda ha visto la partecipazione di 24 studenti e studentesse delle classi quarta e quinta degli istituti “Dettori” di Tempio Pausania e “Asproni” di Nuoro. La mostra ha avuto luogo al Teatro Eliseo di Nuoro dal 15 al 26 febbraio2022 e sono state esposte 8 opere.
La mostra di Art&Science Sardegna al TEN di Nuoro
Le opere esposte sono state le seguenti
“Il DNA nell’arte” del gruppo “I Ramens” con Mara Pitzolu, Daniele Addis, Francesco Masu dell’Istituto “Dettori” di Tempio Pausania
“Filo di luce” del gruppo “Le ecologiste” con Margherita Scanu, Valentina Mele dell’Istituto “Dettori” di Tempio Pausania
“La flora di Avalon” del gruppo “Arcadia” con Gian Carlo Asara, Francesco di Giacomo, Daniele Cataldo dell’Istituto “Dettori” di Tempio Pausania
“Il tempo di(sco)sto(rre)rto” del gruppo “Once upon an atom” con Giovanna Corraine, Margherita Pisanu, Giovanni Curreli dell’Istituto “Asproni” di Nuoro
“Lampi di Umanità” del gruppo “Il terzo triumvirato” con Pietro Falconi, Alessandro Canu, Francesco Podda dell’Istituto “Asproni” di Nuoro
“La bellezza nel cammino” del gruppo “The big eros theory” con Claudia Tuveri, Chiara Mazzette, Gabriele Mastia dell’Istituto “Asproni” di Nuoro
“Uno sguardo oltre il visibile” del gruppo “Atomisti distratti” con Fabrizio Soddu, Lorenzo Bellavia, Luca Gostinicchi dell’Istituto “Asproni” di Nuoro
“Guardare dentro l’anomalia (la foto(radio)grafia come sguardo oltre il visibile)” del gruppo “Science Watchers” con Miriam Mameli, Salvatore Meloni, Salvatore Mereu dell’Istituto “Asproni” di Nuoro
Uno sguardo oltre il visibile, di Fabrizio Soddu, Lorenzo Bellavia, Luca Gostinicchi
La bellezza nel cammino, di Claudia Tuveri, Chiara Mazzette, Gabriele Mastia
La flora di Avalon di
Gian Carlo Asara, Francesco di Giacomo, Daniele Cataldo
Il DNA nell’arte di
Mara Pitzolu, Daniele Addis, Francesco Masu
Il tempo di(sco)sto(rre)rto di Giovanna Corraine, Margherita Pisanu, Giovanni Curreli
Lampi di Umanità, di Pietro Falconi, Alessandro Canu, Francesco Podda
Filo di luce, di Margherita Scanu e Valentina Mele
La giornata conclusiva della mostra ha ospitato anche l’evento di premiazione delle migliori 3 opere in concorso. Durante l’evento, tanta divulgazione scientifica con l’intervento teatrale di Alice Mulliri (dottoranda Università di Cagliari e INFN Cagliari) che ha raccontato la radioattività naturale nei panni di Marie Curie. C’è stato anche lo spazio per l’attualità e il connubio fra territorio e ricerca, in particolare fra territorio nuorese e Einstein Telescope, con gli interventi del direttore INFN Cagliari, Alberto Masoni, e il sindaco di Nuoro, Andrea Soddu, che hanno portato i loro saluti istituzionali al pubblico in sala.
Una giuria qualificata composta da Viviana Fanti (fisica, ricercatrice dell’Università di Cagliari e INFN Cagliari), Alessia Zurru (biologa, comunicatrice e divulgatrice scientifica, Associazione Laboratorio Scienza), Simona Campus (storica dell’arte, ricercatrice dell’Università di Cagliari), Marco Moledda (economista, operatore culturale e direttore presso Teatro Eliseo Nuoro) e Mariantonietta Piga (giornalista) ha decretato le 3 migliori opere sarde che andranno alla mostra nazionale presso il Museo Archeologico di Napoli:
1° posto: Guardare dentro l’anomalia (la foto(radio)grafia come sguardo oltre il visibile)
Sono circa 80 le studentesse e gli studenti delle scuole superiori sarde che il 24 e 25 febbraio e il 31 marzo potranno fare esperienza diretta di come funzionano le ricerche del CERN grazie all’iniziativa internazionale Masterclass, coordinata in Italia dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e realizzata in collaborazione con l’Università di Cagliari. Le ragazze e i ragazzi, contemporaneamente ai loro coetanei in altri paesi del mondo, saranno accompagnati in un viaggio alla scoperta delle proprietà delle particelle, esplorando i segreti di LHC (Large Hadron Collider) del CERN di Ginevra, l’acceleratore di particelle di 27 km a 100 metri di profondità sottoterra dove le particelle si scontrano quasi alla velocità della luce e nel luglio 2012 è stato scoperto l’ormai celebre bosone di Higgs.
Quest’anno, a causa della pandemia di Covid-19, le masterclass del 24 e 25 febbraio si svolgeranno online, ma il programma prevede sempre lezioni e seminari sugli argomenti fondamentali della fisica delle alte energie, seguite da esercitazioni al computer su uno degli esperimenti dell’acceleratore di particelle LHC. In particolare, le ragazze e i ragazzi della Sardegna analizzeranno i dati provenienti dagli esperimenti LHCb il 24 e 25 febbraio e ALICE il 31 marzo. Alla fine di ogni giornata, proprio come in una vera collaborazione di ricerca internazionale, ci sarà un collegamento in videoconferenza tra i giovani partecipanti alle Masterclass di tutto il mondo per discutere insieme i risultati emersi dalle esercitazioni.
L’iniziativa, giunta alla 18° edizione, fa parte delle Masterclassinternazionali organizzate da IPPOG (International Particle Physics Outreach Group) e, in Italia, dall’INFN. Le Masterclass si svolgono contemporaneamente in 60 diversi paesi, coinvolgono oltre 200 tra i più prestigiosi enti di ricerca e università del mondo e più di 13.000 studenti delle scuole secondarie di II grado. Per l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare quest’anno sono presenti le sezioni di Bari, Bologna, Cagliari, Cosenza, Ferrara, Firenze, Genova, Lecce, Milano Bicocca, Milano, Napoli, Padova, Parma, Pavia, Perugia, Pisa, Sapienza Università di Roma, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Salerno, Torino, Trieste, Trento e Udine, e i Laboratori Nazionali di Frascati (LNF).
Contatti locali: Dipartimento di Fisica dell’Università, Cittadella Universitaria di Monserrato, 09042 Monserrato (Cagliari), prof. Biagio Saitta, Alessandro Cardini, Francesca Dordei, Corrado Cicalo’, Ester Casula.
Da 15 al 26 febbraio al Teatro Eliseo l’esposizione delle opere di ventiquattro studentesse e studenti della Sardegna
Da domani, martedì 15 febbraio, alle 17:30, al Teatro Eliseo – via Roma, n. 73, Nuoro – e fino al 26 febbraio, si apre al pubblico la mostra “Colori e immagini della Scienza”. La mostra, organizzata dall’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) in collaborazione con dipartimento di Fisica e progetto Piano lauree scientifiche di Fisica dell’Università di Cagliari, Sardegna Teatro, Comune di Nuoro e Europe Direct Nuoro, fa parte di un ciclo di dodici mostre che si tengono in questi mesi in altrettante città italiane. Un percorso che fa parte dell’edizione 2020/22 del progetto per le scuole Art&Science Across Italy. Organizzato dall’Infn con il Cern di Ginevra, il progetto punta ad avvicinare ragazze e ragazzi al mondo della scienza utilizzando il linguaggio dell’arte.
Dai licei di Nuoro e Tempio, al Teatro Eliseo e al Mann di Napoli. La mostra raccoglie otto opere realizzate da ventiquattro studentesse e studenti, dei licei “Giorgio Asproni” di Nuoro e “Giovanni Maria Dettori” di Tempio Pausania, istituti che dal 2020 partecipano alla terza edizione di Art&Science. Le opere sono ispirate da un argomento scientifico, che spazia tra varie discipline, dalla fisica alla geologia. E sono state realizzate dopo una serie di seminari e incontri con ricercatori e ricercatrici che si sono svolti online nel 2021. Le opere più significative saranno premiate il 26 febbraio prossimo nel corso di un evento che si terrà dalle 17:30 alle 19 al Teatro Eliseo, struttura gestita da Sardegna Teatro. Le opere premiate comporranno la mostra e la competizione nazionale che si terrà al Mann (Museo archeologico nazionale di Napoli) dal 13 al 27 maggio. Gli autori e le autrici delle opere più significative nell’evento nazionale saranno ospiti al Cern per un master sul rapporto tra arte e scienza che si svolgerà il prossimo settembre.
Art&Science Across Italy, uno squarcio di straordinaria vitalità.All’edizione 2020-2022 di Art&Science Across Italy partecipano più di 5.600 studenti provenienti da quaranta scuole di dieci regioni. Il progetto è stato coordinato da ricercatori e ricercatrici delle sezioni Infn e degli atenei locali. Le studentesse e gli studenti hanno realizzato un totale di circa mille opere che saranno esposte in dodici mostre nelle città che partecipano al progetto. Il progetto si rivolge a studenti e studentesse delle classi III e IV delle scuole superiori con l’obiettivo di coinvolgerli nel mondo della ricerca scientifica, coniugando i linguaggi della scienza con quelli dell’arte e andando incontro a diverse attitudini e interessi individuali. Dalla prima edizione a oggi il progetto ha coinvolto oltre diecimila studenti italiani provenienti da dodici regioni. Il progetto prevede tre fasi. La prima è una fase formativa in cui sono organizzati seminari, workshop e visite a musei e laboratori. La seconda fase prevede la realizzazione da parte di studenti e studentesse di opere artistiche ispirate agli argomenti scientifici trattati nelle lezioni. Infine, le opere realizzate vengono esposte e premiate in mostre regionali e le più significative sono raccolte nella mostra nazionale, evento conclusivo di ciascuna edizione. I venti vincitori della competizione nazionale sono infine invitati a partecipare a un master sul rapporto tra arte e scienza nei laboratori dell’Infn o al Cern.
Informazioni e comunicazione. La mostra è visitabile il martedì (10-13), il mercoledì, giovedì e venerdì (17-19), sabato e domenica da un’ora prima a una dopo le proiezioni. L’ingresso è libero. Per essere aggiornati sulle mostre Art&Science Across Italy https://www.facebook.com/artandscienceacrossitaly; Responsabili progetto, Infn – Sezione di Cagliari Matteo Tuveri, matteo.tuveri@ca.infn.it, e Viviana Fanti, viviana.fanti@ca.infn.it; Cecilia Collà Ruvolo – Ufficio comunicazione Infn, cecilia.collaruvolo@lnf.infn.it – 346 3338917
Il 2022 inizia con un nuovo importante risultato nella ricerca della materia oscura, ottenuto da una collaborazione internazionale presso l’esperimento DEAP-3600, situato allo SNOLAB, in Canada, e che ha visto tra i suoi protagonisti anche l’assegnista di ricerca dell’Università di Cagliari e INFN Cagliari Michela Lai.
Ricostruzione del “bullet cluster”, lo scontro tra ammassi di galassie da cui si evince la presenza della materia oscura. In rosa la luce emessa dalla materia, in blu, l’effetto gravitazionale della materia (ordinaria più oscura)
La materia oscura è una forma di materia che, si ipotizza, costituisca più di tre quarti di tutta la materia dell’Universo. Non è visibile a occhio nudo e con nessun telescopio o antenna, ma, avendo una massa, esercita la sua attrazione gravitazionale su gas e polveri che osserviamo nelle galassie, determinandone la struttura e i moti. Non possiamo vedere le particelle di materia oscura (perché non emettono luce), ma sembra che queste, sotto opportune condizioni, ci possano fornire una prova della loro esistenza. Infatti, l’urto della materia oscura contro atomi pesanti di elementi nobili come l’argon, produce un segnale luminoso unico, caratteristico, ma estremamente flebile che solo con rivelatori ultrasensibili possiamo misurare. Questo è proprio il caso del rivelatore DEAP-3600.
L’esperimento SnoLab situato in Canada
L’esperimento canadese è situato a 2 km sotto la superficie terrestre e contiene al suo interno un grande pentolone con 3,3 tonnellate di argon liquido ad una temperatura di circa -180° Celsius. È il più voluminoso rivelatore di materia oscura attualmente in azione al mondo. Grazie al lavoro di più di 100 scienziati sparsi in 25 istituti di ricerca, i suoi dati hanno permesso negli ultimi anni di escludere diversi possibili tipi o “modelli” di materia oscura, specialmente quelli che prevedevano l’esistenza di particelle oscure leggerissime, di massa pari a circa quella di 100 atomi di idrogeno.
Le misure sperimentali e un’innovativa analisi dei dati ottenuti hanno condotto la collaborazione scientifica di DEAP-3600 alla ricerca di particelle di materia oscura con una massa molto grandi, pari a 22 mg, circa il peso di un granello di sabbia: si tratta della più grande massa mai ipotizzata per una particella elementare. Dopo circa tre anni di presa dati, l’analisi accurata dei risultati sperimentali condotta grazie al contributo dell’assegnista di ricerca dell’Università di Cagliari Michela Lai ha portato ad escludere anche questo “profilo” di materia oscura che fino ad oggi nessuno era riuscito a investigare.
L’esperimento DEAP-3600
L’analisi è stata il risultato di una collaborazione affiatata tra tutti i partner. Nello specifico, ha visto principalmente coinvolte l’Università di Carleton (Ottawa, Canada), il centro di ricerca canadese TRIUMF, l’Università di Cagliari e l’INFN Cagliari. Qui in particolare hanno giocato un ruolo fondamentale Michela Lai e Shawn Westerdale, già assegnista di ricerca presso l’INFN, sotto la supervisione del Dr. Walter Bonivento, leader dei gruppi DarkSide e DEAP a Cagliari.
La ricerca ha occupato la ricercatrice Lai per buona parte del suo dottorato di ricerca, svolto tra l’Università di Parigi Diderot e l’Università degli Studi di Cagliari e finanziato dall’INFN Cagliari e si è concluso nel 2021 con la pubblicazione dell’analisi dati raccolti dall’esperimento DEAP in una delle più autorevoli riviste nel settore, Physical Review Letters (PRL).
“Effettuare questa analisi” – ci racconta Michela – “vederla nascere, portarla avanti durante il dottorato, e infine vederne riconosciuto il valore con la sua pubblicazione su PRL è stata una meravigliosa soddisfazione. Mi ha ricordato perché amo la ricerca, e perché continuerò a farla, ovunque mi porti. Il nostro è stato un lavoro di squadra, una squadra affiatata e appassionata. Una squadra internazionale ed eterogenea, tra dottorandi, ricercatori, teorici e sperimentali e, forse, proprio per questo, straordinariamente funzionale.”
Michela Lai, assegnista di ricerca dell’Università di Cagliari e INFN Cagliari, autrice della ricerca sulla materia oscura
La ricerca pone le basi degli sviluppi futuri nella ricerca della materia oscura condotti attraverso la colonna di distillazione dell’argon denominata ARIA. La colonna di distillazione è installata in Sardegna, presso la miniera di Seruci, e la sua realizzazione sarà funzionale ai futuri studi presso i laboratori nazionali del Gran Sasso all’interno della collaborazione Darkside-20k che vede la collaborazione internazionale tra la sezione di Cagliari dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l’Università di Cagliari, la Regione Sardegna, la Carbosulcis, la Princeton University, il CERN, l’Università di Sassari, il Politecnico di Milano, il Fermi National Laboratory, l’ENEA, l’Istituto ITIM di Cluj Napoca (Romania) e altri numerosi istituti ed università.
Più di 5600 studentesse e studenti danno forma al connubio tra arte e scienza esponendo le loro opere in 12 mostre per l’Italia, la prima si apre domani a Potenza.
MARTEDÌ 18 GENNAIO 2022, alle ore 16.00, sarà inaugurata la mostra “COLORI E IMMAGINI DELLA SCIENZA” presso il MUSEO ARCHEOLOGICO PROVINCIALE DI POTENZA. La mostra, organizzata dall’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELLA BASILICATA insieme all’ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE (INFN), è la prima delle 12 MOSTRE che si terranno in altrettante città italiane nell’ambito dell’edizione 2020-2022 del progetto per le scuole ART&SCIENCE ACROSS ITALY [1].
Il progetto, organizzato dall’INFN in collaborazione con il CERN di Ginevra si propone di avvicinare ragazze e ragazzi al mondo della scienza utilizzando il linguaggio dell’arte.
La mostra al Museo Archeologico Provinciale di Potenza, visitabile fino al 4 febbraio, raccoglie QUASI 90 OPERE realizzate da 270 STUDENTESSE E STUDENTI delle scuole secondarie di II grado della Basilicata. Ogni opera è stata ispirata da un argomento scientifico, che spazia tra varie discipline, dalla fisica alla geologia, ed è stata realizzata dalle studentesse e dagli studenti dando libero sfogo alla propria fantasia e immaginazione.
“Dopo un anno e mezzo di incontri nelle scuole, nell’ambito di questo progetto, posso dire che i ragazzi coinvolti hanno mostrato una grande capacità nel coniugare saperi e immaginazione, conoscenze e fantasia, oltre che un forte desiderio di confrontarsi anche su temi scientifici complessi. Hanno compreso che questo era un progetto per loro, fatto da loro e di cui, proprio nell’allestimento della mostra, loro sono gli unici protagonisti”, commenta Nicola Cavallo, prorettore al Public Engagement dell’Università degli Studi della Basilicata e referente locale del progetto Art&Science Across Italy.
Martedì 18 gennaio, durante l’inaugurazione, si terranno i saluti istituzionali e gli interventi di NICOLA CAVALLO e PIERLUIGI PAOLUCCI, ricercatore della sezione di Napoli dell’INFN e coordinatore nazionale del progetto Art&Science Across Italy. A seguire, alle ore 17.00, si aprirà il ciclo di incontri “UN TÈ AL MUSEO” con un seminario dal titolo “Il Tempo nel tempo” in cui il professor GUIDO MASIELLO, docente di Fisica del sistema Terra dell’Università degli Studi della Basilicata, parlerà di crisi climatica, dalle cause agli effetti in corso e alle previsioni future.
PROGRAMMA MOSTRE III EDIZIONE DEL PROGETTO ART&SCIENCE ACROSS ITALY:
Partecipano all’edizione 2020-2022 di Art&Science Across Italy più di 5600 studenti, da 140 scuole di 10 regioni, dove il progetto è coordinato da alcuni ricercatori e ricercatrici delle sezioni INFN e delle Università locali. Le studentesse e gli studenti hanno realizzato un totale di circa 1000 opere che saranno esposte in mostre nelle città di POTENZA (dal 18 gennaio al 4 febbraio), PADOVA (dal 28 gennaio al 13 febbraio), NUORO (dal 13 al 27 febbraio), MILANO (dal 12 al 27 febbraio), FRASCATI (dal 12 al 27 marzo), PISA (dal 10 al 25 marzo), BARI (dal 19 marzo al 3 aprile), TORINO (dal 21 marzo al 22 aprile), ROMA (dal 22 marzo al 3 aprile), LECCE (dal 1° al 14 aprile), GENOVA (dal 1° al 21 aprile) e NAPOLI (dal 25 aprile all’8 maggio). A causa dell’incertezza dovuta alla situazione pandemica le date potrebbero subire dei cambiamenti.
In ogni tappa saranno premiate e selezionate le opere più significative che comporranno la MOSTRA NAZIONALE, che si terrà al MANN – MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI NAPOLI DAL 13 AL 27 MAGGIO.
ART&SCIENCE ACROSS ITALY:
Il progetto ART&SCIENCE ACROSS ITALY si rivolge a studenti e studentesse delle classi III e IV delle scuole superiori con l’obiettivo di coinvolgerli nel mondo della ricerca scientifica coniugando i linguaggi della scienza con quelli dell’arte e andando incontro a diverse attitudini e interessi individuali. Dalla prima edizione a oggi il progetto ha coinvolto oltre 10.000 studenti da tutta Italia provenienti da 12 REGIONI ITALIANE.
Il progetto prevede tre fasi. La prima è una fase formativa in cui sono organizzati seminari, workshop e visite a musei e laboratori. La seconda fase prevede la realizzazione da parte di studenti e studentesse di opere artistiche ispirate agli argomenti scientifici trattati nelle lezioni. Infine, le opere realizzate vengono esposte e premiate in mostre regionali e le più significative sono raccolte nella mostra nazionale, evento conclusivo di ciascuna edizione. I 20 vincitori della competizione nazionale sono infine invitati a partecipare a un master sul rapporto tra arte e scienza presso i laboratori dell’INFN o al CERN.
PER ESSERE AGGIORNATI SULLE MOSTRE DI ART&SCIENCE ACROSS ITALY SI RIMANDA ALLA PAGINA FACEBOOK DEL PROGETTO:
Francesca Dordei. Foto scattata presso l’Aula Curie del Dipartimento di Fisica dell’Università di Cagliari.
Martedì 9 novembre, nell’ambito della giornata conclusiva del Festival della Scienza di Cagliari, la ricercatrice INFN Francesca Dordei ha ricevutoil Premio Donna di Scienza Giovani 2021, nel corso della cerimonia di consegna del Premio Donna di Scienza. Nata nel 2019, l’iniziativa, promossa dall’associazione ScienzaSocietàScienza in collaborazione con le Università degli Studi di Cagliari e di Sassari, l’INAF e l’Osservatorio Astronomico di Cagliari, la sezione di Cagliari dell’INFN, la sede di Cagliari dell’Istituto di Neuroscienze del CNR e l’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Cagliari, si pone lo scopo di fornire un riconoscimento alle figure femminili che si sono distinte in campo scientifico contribuendo a dare prestigio e avanzamenti alla Sardegna. La sezione del riconoscimento rivolta alle giovani scienziate ha premiato Francesca Dordei, ricercatrice della sezione di Cagliari dell’INFN e delle collaborazioni LHCb, al CERN, e DarkSide, presso di Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN, per i suoi risultati nel settore di ricerca dedicato alla fisica delle particelle e per il suo impegno nella divulgazione scientifica.
“Sono molto felice di aver ricevuto il premio Donna di Scienza Giovani”, commenta Francesca Dordei a margine della cerimonia di premiazione”. “È un riconoscimento, arrivato del tutto inaspettatamente, che mi riempie di orgoglio. Innanzitutto, per l’appoggio ricevuto da parte del Direttore della mia Sezione, Alberto Masoni, che mi ha candidata per questo premio, aspetto che ha rappresentato per me un motivo di grande soddisfazione ancor prima dell’assegnazione del premio. Mi sento inoltre molto orgogliosa per le motivazioni che hanno dato vita al premio, ovvero sostenere le donne nella scienza. Sono infatti una fortissima sostenitrice di un’uguaglianza di genere nella scienza e sono convinta che la scienza stessa sarebbe arricchita da una uguale rappresentanza maschile e femminile. Infine, il premio si rivolge a persone operanti in Sardegna, e questo costituisce per me un ulteriore motivo di vanto, poiché sono molto contenta dell’opportunità che ho avuto di fare esperienze e formarmi all’estero e successivamente di rientrare in Sardegna per proseguire qui la mia attività di ricerca e preparare nuove generazioni di studenti e studentesse”.
Francesca Dordei vanta già un ricchissimo curriculum, con all’attivo oltre 500 pubblicazioni scientifiche, di cui è stata coautrice, e un’attività di ricerca che, iniziata nella collaborazione scientifica dell’esperimento LHCb del CERN su tematiche legate all’asimmetria tra materia e antimateria, si è aperta nel recente passato ad altri settori e a progetti chiave dell’indagine fisica contemporanea, come la ricerca della materia oscura e lo studio delle onde gravitazionali. “Le sfide professionali che mi aspetto di affrontare nel prossimo futuro sono numerose”, commenta la stessa Dordei, “d’altronde ci sono tantissime domande che fanno parte della mia attività di ricerca che devono ancora trovare risposta. Persiste, per esempio, il problema della scomparsa dell’antimateria nei primi istanti di vita dell’universo, tema su cui gli esperimenti del CERN si stanno concentrando. Mi auguro poi che il progetto Einstein Telescope per il futuro rivelatore di onde gravitazionali possa essere effettivamente realizzato in Sardegna, contribuendo al rilancio della Regione e alla nostra conoscenza dell’universo. E sarei molto felice di poter partecipare a quella che per me rappresenterebbe una sfida, in quanto non provengo dal settore dell’astronomia gravitazionale. Dal punto di vista personale, la speranza per il futuro è quella di poter vedere sempre più donne nel mio dipartimento e ricercatrici che possano rappresentare un modello di riferimento da seguire per bambine e ragazze”.
Cagliaritana, classe 1987, Francesca Dordei ha conseguito la laurea triennale in Fisica e la laurea specialistica in Fisica Nucleare nel capoluogo sardo. Dopo aver svolto il dottorato di ricerca in Fisica ad Heidelberg, in Germania, viene assunta al CERN di Ginevra con una borsa Marie Curie. Al Cern, dove continua a lavorare all’interno della collaborazione LHCb, ricopre diversi ruoli di responsabilità, culminati nell’incarico di guidare un gruppo di circa 70 tra ricercatrici e ricercatori provenienti da tutto il mondo avente come obiettivo lo studio delle differenze esistenti tra la materia e antimateria. Nel 2017, dopo aver vinto un concorso nazionale bandito dall’INFN per la posizione di ricercatrice a tempo indeterminato, torna a Cagliari, unendosi alle collaborazioni DarkSide, esperimento rivolto alla ricerca della cosiddetta materia oscura operante presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, ed Einstein Telescope, interferometro gravitazionale di nuova generazione che l’Italia, attraverso l’INFN, si è candidata a ospitare nei pressi di Lula, in provincia di Nuoro. Si occupa da sempre di divulgazione scientifica, interessandosi in particolar modo alle tematiche legate agli stereotipi e alle discriminazioni di genere e orientamento sessuale nel mondo della scienza. Impegno che la spinge a fondare insieme a tre colleghi l’associazione IDeAS (Incontri di Divulgazione e Astrofisica in Sardegna), un progetto che ha per scopo quello di comunicare la scienza attraverso un’agile forma di didattica, innovativa ed interdisciplinare, veicolando i complessi e più recenti contenuti della ricerca in fisica ed astrofisica.
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