Parlano di noi – Progetto Aria

Di seguito potete trovare alcuni riferimenti video e della carta stampata in cui si parla del progetto.

  1. Presentazione del progetto ARIA presso il Rettorato dell’Università degli studi di Cagliari. Dal minuto 10:40 (circa) Il Professor Cristian Galbiati (Princeton University e GSSI) parla del progetto
    https://www.youtube.com/watch?v=pC46EaC9I0U
     
  2. Descrizione di ARIA (fonte sito Carbosulcis, partner del progetto)
    https://www.carbosulcis.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=75&Itemid=278
  3. TG3 Sardegna – Buongiorno Regione – RAI
    Minuto 7:00 – Esperimento DarkSide: intervengono il premio nobel per la fisica Arthur McDonald e il Professor Cristian Galbiati della Princeton University, responsabile del progetto.
    Minuto 14:45 – Progetto ARIA: intervista a Walter Bonivento, ricercatore presso la sezione di Cagliari INFN e responsabile locale dell’esperimento e Alberto Masoni, direttore della sezione di Cagliari INFN. https://www.rainews.it/tgr/sardegna/notiziari/index.html?/tgr/video/2019/11/ContentItem-411f1ec6-78c3-4f5d-957f-f7f9cf3fe4cd.html
  4. Minuto 18:45 – Progetto ARIA: intervista al Professor Cristian Galbiati della Princeton University e responsabile del progetto e il Vice Ministro allo sviluppo economico Stefano Buffagni.
    http://www.tg1.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-f968ffbc-64b3-45f6-a0db-1cf1fd6c2d9b-tg1.html#p=0
  5. Articolo sul Progetto ARIA a cura della testata giornalistica Unione Sarda
    https://www.unionesarda.it/articolo/cultura/2019/11/16/progetto-aria-la-ricerca-scientifica-per-rilanciare-le-vecchie-ar-8-953486.html
  6. Servizio sul Progetto ARIA a cura della rete televisiva Videolina
    https://www.videolina.it/articolo/tg/2020/08/14/carbosulcis_dalle_miniere_all_universo_il_futuro_si_chiama_aria-78-1049814.html
  7. Articolo su rassegna stampa a cura di UNICA (Università degli studi di Cagliari)
    https://www.unica.it/unica/page/it/domenica_17_novembre_2019?contentId=RST202570
  8. Articolo e video sulla visita della vice ambasciatrice degli Stati Uniti d’America presso il sito di Nuraxi Figus per il Progetto ARIA
    https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/wordpress/2018/03/la-vice-ambasciatrice-degli-stati-uniti-ha-visitato-la-carbosulcis-nellambito-del-progetto-aria/
  9. Articolo sul Sole24Ore
    https://amp24-ilsole24ore-com.cdn.ampproject.org/c/s/amp24.ilsole24ore.com/pagina/AEXsury
  10. Intervista a TGR Leonardo e al TG regionale RAI  14/4/2022
    https://wpress.ca.infn.it/wp-content/uploads/2022/05/aria.mp4

Comunicato Stampa FameLab Sardegna

COMUNICATO STAMPA FAMELAB 25/03/2020

FameLab, la scienza che non si ferma

Proclamati i vincitori in Sardegna

Si è concluso il 23 marzo il FameLab Sardegna, selezione regionale della competizione FameLab, il talent show internazionale per la divulgazione scientifica

Alla competizione regionale hanno partecipato 20 studentesse, studenti e ricercatori di discipline scientifiche da tutta l’isola che si sono confrontati durante le preselezioni nelle città di Sassari e Cagliari nel mese di febbraio. La finale regionale si sarebbe dovuta svolgere a Nuoro il 12 marzo, ma a causa dell’emergenza coronavirus gli organizzatori e i protagonisti hanno proseguito in modalità telematica. Nonostante tutte le difficoltà, si è giunti alla conclusione della gara e alla proclamazione dei vincitori.

Al primo posto si è classificato Giovanni Rivieccio (Università di Sassari), già vincitore della preselezione sassarese, con una brillante performance sulla diffusione di specie aliene che minacciano la biodiversità negli ecosistemi locali.

Seconda Alice Mulliri (Università di Cagliari e INFN Cagliari) che per tre minuti ha parlato delle ricerche e del sacrificio di Marie Curie.

Infine, Alessandro Loni (Università di Cagliari e INAF – OAC), che aveva vinto la preselezione di Cagliari, è arrivato al terzo posto con un talk sull’idrogeno presente nelle galassie e sulle possibilità che abbiamo di poterlo osservare.

I partecipanti dovevano illustrare un argomento scientifico in un talk di 3 minuti senza l’ausilio di slide o video, mentre l’uso di oggetti e strumenti musicali era consentito. Durante le preselezioni, oltre alla giuria tecnica, è stata coinvolta una giuria di studenti delle scuole superiori. Nella fase finale telematica i giovani ricercatori sono stati giudicati da una giuria scientifica.

Ne facevano parte il giornalista Mauro Scanu, l’astrofisico Gian Nicola Cabizza e la biologa Alessia Zurru, tutti con esperienza ultradecennale nell’ambito dell’educazione e della divulgazione della scienza. I giurati hanno valutato secondo il criterio delle tre “C”: contenuto, chiarezza e carisma.


I primi due classificati accedono alla masterclass in divulgazione con tutti i finalisti nazionali e alla finale nazionale, in programma a Trieste. Agli altri finalisti va il plauso degli organizzatori e dei giurati, per essersi messi alla prova in un contesto non certo semplice come quello attuale. Tutti sono stati molto abili nel dimostrare la propria passione per la scienza e la comunicazione. Questi i loro nomi: Davide Rozza (UNISS), Nassila Ghida (UNICA e EPAU, Algeri), Anna Giagu (UNISS), Valentina Ghiani (UNICA), Alex Chauvin (UNICA e INFN Cagliari).

Anche in tempi di grande difficoltà, la scienza in Sardegna non si ferma: questa è la notizia più importante.

I video di tutti i partecipanti saranno pubblicati sul canale youtube di FameLab Italia.

La selezione FameLab Sardegna è stata promossa e organizzata dalla sezione di Cagliari dell’INFN, dall’Università degli Stud di Sassari, dal Dipartimento di Fisica e PLS dell’Università degli Studi di Cagliari, dall’INAF – Osservatorio Astronomico di Cagliari, dal Comune di Nuoro e dal Consorzio universitario Nuorese, in collaborazione con PLS dell’Università di Sassari, Sardegna Teatro, CRS4, IDeAS e Laboratorio Scienza.

Ideato nel 2005 dal Cheltenham Science Festival, FameLab coinvolge oggi oltre 30 paesi in tutto il mondo e dal 2012 si svolge in Italia grazie alla collaborazione tra Psiquadro, coordinatore nazionale, e British Council Italia, l’ente culturale britannico che ne ha promosso la diffusione a livello globale.

Dal 2012 ad oggi FameLab Italia ha toccato 20 città e coinvolto oltre 900 giovani ricercatori grazie ad una collaborazione con più di 70 partner culturali tra Università, Istituti di Ricerca e enti pubblici, società di comunicazione della scienza, musei e media partner. 

FAMELAB 2020 ha coinvolto 15 città nelle quali sono stati selezionati i 22 finalisti che parteciperanno alla masterclass in comunicazione della scienza in vista della finale nazionale di Trieste e della finale internazionale di Cheltenham (UK).

SoUP 2021

SoUP 2021 (School of Underground Physics) è una scuola avanzata per dottorandi, post-doc e giovani ricercatori che desiderano acquisire maggiori conoscenze nel campo della fisica dei grandi esperimenti sotterranei.

La scuola avrà luogo dal 28 Giugno al 2 Luglio 2021 e sarà completamente online.
L’evento è disponibile gratuitamente al canale Youtube Soup2021.

Gli argomenti trattati durante la scuola includono lezioni frontali e laboratori nei seguenti temi:

  • Fisica
  • Detectors
  • Tecnologie applicate agli apparati sperimentali

La scuola è aperta a tutti coloro che lavorano nel campo della fisica degli esperimenti sotterranei. Tutti coloro che parteciperanno all’evento e presenteranno il loro lavoro con un poster potranno pubblicare un proceeding sulla rivista Nuovo Cimento C.

La registrazione è chiusa (scaduta il 6 Giugno 2021).

Questi i temi che saranno trattati durante la scuola e i relativi relatori:

Dark Matter phenomenology. Lecturer: Nicolao Fornengo (University and INFN of Torino)
Neutrino phenomenology. Lecturer: Marco Pallavicini (University and INFN of Genova)
Noble Liquid Detectors. Lecturer: Cristiano Galbiati (Princeton University and GSSI, l’Aquila)
Solid State Detectors. Lecturer: Karoline Schaeffner (Max Planck Institute for Physics, Munich)
New Photon Sensors and Readout. Lecturer: Alessandro Razeto (INFN LNGS)
Statistics and MC for underground physics. Lecturer: Oliviero Cremonesi (INFN MIlano Bicocca and GSSI)
Cryogenics for noble liquid detectors. Lecturer: Guillaume Plante (Columbia University, New York)
Cryogenics for ultra-cold detectors. Lecturer: Carlo Bucci (INFN LNGS)
Material screening. Lecturer: Roberto Santorelli (CIEMAT, Madrid)
Hands-on session on statistics: Alessandro DeFalco (University of Cagliari, Italy), Pietro Di Gangi (INFN Bologna)

Per ulteriori informazioni contattare gli organizzatori all’indirizzo soup2021infn@gmail.com

Inaugurato il Progetto ARIA

21 Settembre 2018

NEL SULCIS-IGLESIENTE C’È ARIA DI INNOVAZIONE

Dalla ricerca della materia oscura alla produzione di isotopi per la diagnostica medica: si inaugura il nuovo progetto per la distillazione dellargon, uninfrastruttura di ricerca che porterà scienza e tecnologia davanguardia nella miniera di Monte Sinni

Nasce dalla ricerca di base, in particolare dalla fisica fondamentale, per rispondere a un’esigenza sperimentale: avere a disposizione grandi quantità di argon, ricavato attualmente solo da pozzi di gas del Colorado, negli Stati Uniti, per la ricerca di materia oscura. Ma in futuro potrebbe servire anche per la distillazione di altri isotopi sempre più impiegati in medicina, sia nella diagnostica avanzata sia nella terapia oncologica, e anche nelle scienze ambientali e agricole. Il progetto ARIA è stato inaugurato oggi, 21 settembre, in Sardegna, nella miniera di Monte Sinni, nel Sulcis-Iglesiente, dall’INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, promotore scientifico del progetto assieme alla Princeton University, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dalla Carbosulcis, società partecipata della Regione Sardegna che gestisce l’impianto minerario. Il progetto consiste nella realizzazione di una torre di distillazione criogenica per la produzione di isotopi stabili di altissima purezza. L’impianto sarà il primo di questo tipo in Europa, e il primo al mondo realizzato con la tecnologia innovativa che dovrebbe permettere il raggiungimento di prestazioni mai ottenute in precedenza. In questa fase del progetto l’INFN ha già investito 6 milioni di euro, la Regione Sardegna ha partecipato con 2 milioni e 700 mila euro e Carbosulcis ha contribuito già per l’adeguamento dell’infrastruttura mineraria con una spesa di oltre 1 milione e 500 mila euro ed ha in corso un investimento di oltre 2 milioni di euro per l’installazione dell’impianto nel pozzo Seruci 1.

“ARIA è un progetto – sottolinea Fernando Ferroni, presidente dell’INFN –  che dimostra in maniera trasparente la capacità del sistema scientifico, politico, industriale, quando felicemente coordinato, di costruire delle infrastrutture che hanno una grande potenzialità a largo spettro e foriere di potenziali importanti ricadute sociali”.

“È un progetto sul quale abbiamo investito finanziamenti importanti, energie, risorse umane”, spiega il presidente della Regione Francesco Pigliaru. “Ne ho seguito direttamente i primi passi e oggi ci troviamo a un traguardo intermedio che soddisfa tutte le nostre aspettative iniziali. La Sardegna – prosegue il Presidente -, oltre che sede ideale dal punto di vista delle esigenze infrastrutturali, sta dimostrando di essere un partner affidabile, in grado di parlare il linguaggio dell’innovazione, della ricerca e delle nuove tecnologie in un’iniziativa che coinvolge tante eccellenze internazionali. Molto interessanti, poi, sono le prospettive industriali e commerciali. Giovani lavoratori e ricercatori sardi sono già impegnati in questo progetto che, mostrando le potenzialità inedite di un settore critico diventa per il territorio un esempio eloquente di trasformazione in positivo.”

“La realizzazione del progetto, di grande valenza tecnologica e simbolica, si inserisce nella visione alla base della ristrutturazione aziendale a seguito del Piano di chiusura della miniera, che si completa quest’anno, indirizzata al riuso delle infrastrutture minerarie per finalità diverse da quelle originarie, ma sempre caratterizzate da un alto contenuto industriale, con l’obiettivo di valorizzare le competenze delle risorse umane presenti in azienda al fine di tutelarne il futuro”, commenta Antonio Martini, amministratore unico della Carbosulcis S.p.A..

“Il progetto ARIA è cruciale per la strategia di ricerca della materia oscura della Collaborazione DarkSide, e siamo entusiasti che il Sulcis-Iglesiente giochi un ruolo di primo piano in questo ambizioso progetto scientifico di assoluta rilevanza internazionale”, commenta Cristian Galbiati, ricercatore ai Laboratori INFN del Gran Sasso, professore alla Princeton University e al GSSI Gran Sasso Science Institute, e coordinatore del progetto DarkSide. “E la sfida è altrettanto interessante dal punto di vista del possibile piano di sviluppo industriale e di trasferimento tecnologico, – prosegue Galbiati – perché con ARIA potremmo stabilire un nuovo ciclo produttivo, che tenga viva la straordinaria tradizione mineraria del Sulcis-Iglesiente”. “Carbosulcis si è sin da subito proposto come un partner essenziale grazie alle grandi competenze tecnologiche dei suoi ingegneri e tecnici in ogni fase del progetto, determinanti per il suo successo”, conclude Galbiati.

“Il progetto ARIA, che abbiamo finanziato con grande convinzione, è un pezzo importante del programma di ricerca e innovazione su cui la Regione sta fortemente investendo”, dice l’assessore della Programmazione Raffaele Paci. “Un programma che funziona, come dimostrano le numerose collaborazioni che in questi anni abbiamo avviato con i più importanti istituti di ricerca nazionali per progetti come quelli nella miniera di Sos Enattos a Lula, che si è candidata per ospitare un laboratorio europeo per lo studio delle onde gravitazionali, il progetto legato a Sotacarbo o quello di San Basilio con il Radiotelescopio. La ricerca e l’innovazione tecnologica sono gli strumenti più importanti che abbiamo a disposizione per costruire il nostro futuro, superare i limiti imposti dall’insularità e creare occasioni di sviluppo e lavoro, attraverso progetti ambiziosi come quello che presentiamo oggi”, conclude il vicepresidente.

“Con questo progetto stiamo indicando la strada che conduce a un nuovo modello di Industria in Sardegna, dichiara l’assessora regionale dell’Industria Maria Grazia Piras. L’isola, infatti, si conferma il luogo ideale per realizzare progetti coraggiosi e all’avanguardia. L’intervento a Nuraxi Figus rientra nel piano di dismissione della miniera: non solo stiamo rispettando i tempi previsti ma abbiamo messo anche le basi per costruire, con un piano industriale articolato e programmi di ricerca avanzata, nuove opportunità di lavoro per i giovani. Alla Regione il compito di accompagnarli in questo nuovo percorso attraverso una formazione adeguata e altamente specializzata”.

“ARIA sarà un’infrastruttura di ricerca nata per la ricerca di base ma di importanza strategica, soprattutto a livello regionale, anche per le ricadute che le tecnologie utilizzate avranno per la riqualificazione di un sito minerario in via di dismissione che vedrà parte del suo personale riassorbito in nuove attività”, commenta Speranza Falciano, vicepresidente dell’INFN che segue i progetti di trasferimento tecnologico. “Date le molteplici applicazioni degli isotopi stabili che l’impianto produrrà, – prosegue Falciano – lo spin-off di questa tecnologia, la distillazione criogenica, permetterà uno sviluppo industriale del sito minerario con un impatto importante sulle imprese del territorio e sui centri di ricerca della Regione Sardegna, a partire dalle Università, e i settori che ne tratterrebbero beneficio vanno dalla diagnostica medica, con particolare riferimento allo screening avanzato di diverse patologie, all’energia pulita, dall’eco-sostenibilità, all’agricoltura”.