Nasce la collaborazione Einstein Telescope

Ripreso da comunicato dell’Ufficio comunicazione INFN

La comunità che lavora al progetto ET Einstein Telescope per la realizzazione del futuro pionieristico osservatorio di onde gravitazionali europeo ha formalmente sancito la nascita della Collaborazione scientifica Einstein Telescope, nel corso del XII Simposio di ET che si è tenuto all’Accademia ungherese delle Scienze di Budapest, il 7 e 8 giugno.

“Il XII Simposio di Einstein Telescope che si è appena concluso rappresenta un passaggio cruciale nel percorso del progetto perché ha segnato la nascita della vera e propria Collaborazione scientifica ET”, ha commentato Michele Punturo, ricercatore dell’INFN che è stato fino ad ora alla guida della comunità di ET e adesso ricoprirà il ruolo di portavoce della collaborazione. “Eravamo una comunità scientifica, oggi siamo una collaborazione scientifica, ossia un sistema strutturato e organizzato che lavora seguendo regole condivise per il raggiungimento del comune obiettivo: la realizzazione di Einstein Telescope, una grande infrastruttura di ricerca europea che ci porterà al centro della scienza mondiale e ci consentirà di mantenere la leadership scientifica e tecnologica in questo promettente settore di ricerca della fisica fondamentale. Questo è dunque per tutti noi un momento di grande soddisfazione e motivazione”, conclude Punturo.

“Oggi è un momento storico per ET perché sancisce la nascita della Collaborazione scientifica di quello che sarà uno straordinario strumento di scienza e conoscenza: ET ci consentirà di risalire, attraverso le onde gravitazionali, fino alle prime strutture dell’universo”, ha spiegato Marica Branchesi, professoressa del GSSI e ricercatrice all’INFN, coordinatrice dell’Observational Science Board (OSB). “Nella Collaborazione abbiamo già un Observational Science Board con più di quattrocento persone che stanno lavorando su differenti temi scientifici, dalla fisica fondamentale alla fisica nucleare, dall’astrofisica alla fisica astroparticellare, alla cosmologia. ET sarà veramente rivoluzionario per la nostra comprensione dell’universo lungo la sua storia cosmica”, conclude Branchesi.

“Questi sono tempi entusiasmanti: le rilevazioni delle onde gravitazionali da parte di LIGO e Virgo hanno dato inizio a una rivoluzione scientifica, inaugurando l’era dell’astronomia gravitazionale e multimessaggera, che ha un futuro luminoso”, ha affermato il direttore dell’Osservatorio Gravitazionale Europeo EGO, Stavros Katsanevas. “La rete Ligo-Virgo-Kagra sta attualmente migliorando la sua sensibilità verso una moltiplicazione degli eventi di onde gravitazionali rivelati di un ordine di grandezza e più, ed è incoraggiante che questo impegno possa proseguire con il rivelatore di terza generazione Einstein Telescope. ET sonderà l’universo delle onde gravitazionali fino all’alba della formazione di stelle e galassie e anche oltre. I team ingegneristici e scientifici di EGO, che stanno lavorando intensamente agli aggiornamenti di Virgo, sono molto felici di aver contribuito con la loro esperienza e continueranno a contribuire in futuro a questa entusiasmante avventura”, ha concluso il direttore di EGO.

L’evento ha visto la partecipazione, in presenza e da remoto, di 438 scienziati provenienti da 13 Paesi, che si sono confrontati sulle sfide tecnologiche che dovranno essere affrontate per arrivare alla costruzione della nuova grande infrastruttura di ricerca, e sui progressi scientifici e tecnici compiuti negli ultimi mesi da ciascun gruppo di lavoro di ET.

La Direzione del progetto, affidata all’olandese Jo van den Brand di Nikhef e all’italiano Fernando Ferroni del GSSI e dell’INFN, ha presentato la prospettiva delle istituzioni scientifiche che stanno sostenendo ET.

Sono stati inoltre presentati all’intera collaborazione il progetto INFRA-DEV Horizon EU, approvato per supportare la fase di preparazione dell’esperimento, e la proposta INFRA-TECH Horizon EU, recentemente presentata a Bruxelles per sostenere le attività di R&D. 

Durante il Simposio è stato costituito il Consiglio di Collaborazione di ET, presieduto dal tedesco Harald Lueck del Max Planck Institute e composto dai rappresentanti di ciascuno dei 79 gruppi di ricerca che fanno parte della collaborazione. Durante la prima riunione del Consiglio, la Collaborazione ha anche discusso il nuovo statuto di Einstein Telescope che regolerà il futuro dell’esperimento, e ha avviato le procedure per istituire i comitati necessari al funzionamento tecnico e organizzativo della collaborazione.

Con la nascita della Collaborazione ET, il simposio depone così una pietra miliare del lungo cammino di Einstein Telescope.

“Colori e immagini della scienza”: conclusa la tappa sarda del progetto Art&Science

Si è conclusa la prima edizione di Art&Science Across Italy in Sardegna. La mostra sarda ha visto la partecipazione di 24 studenti e studentesse delle classi quarta e quinta degli istituti “Dettori” di Tempio Pausania e “Asproni” di Nuoro. La mostra ha avuto luogo al Teatro Eliseo di Nuoro dal 15 al 26 febbraio 2022 e sono state esposte 8 opere.

La mostra di Art&Science Sardegna al TEN di Nuoro

Le opere esposte sono state le seguenti

  • Il DNA nell’arte” del gruppo “I Ramens” con Mara Pitzolu, Daniele Addis, Francesco Masu dell’Istituto “Dettori” di Tempio Pausania
  • Filo di luce” del gruppo “Le ecologiste” con Margherita Scanu, Valentina Mele dell’Istituto “Dettori” di Tempio Pausania
  • La flora di Avalon” del gruppo “Arcadia” con Gian Carlo Asara, Francesco di Giacomo, Daniele Cataldo dell’Istituto “Dettori” di Tempio Pausania
  • Il tempo di(sco)sto(rre)rto” del gruppo “Once upon an atom” con Giovanna Corraine, Margherita Pisanu, Giovanni Curreli dell’Istituto “Asproni” di Nuoro
  • Lampi di Umanità” del gruppo “Il terzo triumvirato” con Pietro Falconi, Alessandro Canu, Francesco Podda dell’Istituto “Asproni” di Nuoro
  • La bellezza nel cammino” del gruppo “The big eros theory” con Claudia Tuveri, Chiara Mazzette, Gabriele Mastia dell’Istituto “Asproni” di Nuoro
  • Uno sguardo oltre il visibile” del gruppo “Atomisti distratti” con Fabrizio Soddu, Lorenzo Bellavia, Luca Gostinicchi dell’Istituto “Asproni” di Nuoro
  • Guardare dentro l’anomalia (la foto(radio)grafia come sguardo oltre il visibile)” del gruppo “Science Watchers” con Miriam Mameli, Salvatore Meloni, Salvatore Mereu dell’Istituto “Asproni” di Nuoro

La giornata conclusiva della mostra ha ospitato anche l’evento di premiazione delle migliori 3 opere in concorso. Durante l’evento, tanta divulgazione scientifica con l’intervento teatrale di Alice Mulliri (dottoranda Università di Cagliari e INFN Cagliari) che ha raccontato la radioattività naturale nei panni di Marie Curie. C’è stato anche lo spazio per l’attualità e il connubio fra territorio e ricerca, in particolare fra territorio nuorese e Einstein Telescope, con gli interventi del direttore INFN Cagliari, Alberto Masoni, e il sindaco di Nuoro, Andrea Soddu, che hanno portato i loro saluti istituzionali al pubblico in sala.

Una giuria qualificata composta da Viviana Fanti (fisica, ricercatrice dell’Università di Cagliari e INFN Cagliari), Alessia Zurru (biologa, comunicatrice e divulgatrice scientifica, Associazione Laboratorio Scienza), Simona Campus (storica dell’arte, ricercatrice dell’Università di Cagliari), Marco Moledda (economista, operatore culturale e direttore presso Teatro Eliseo Nuoro) e Mariantonietta Piga (giornalista) ha decretato le 3 migliori opere sarde che andranno alla mostra nazionale presso il Museo Archeologico di Napoli:

  • 1° posto: Guardare dentro l’anomalia (la foto(radio)grafia come sguardo oltre il visibile)
  • 2° posto: Lampi di Umanità
  • 3° posto: Il DNA nell’arte
  • menzione speciale: La flora di Avalon

A Cagliari studentesse e studenti delle superiori alle prese con i dati del CERN

Dal comunicato stampa INFN del 23 febbraio 2022

Sono circa 80 le studentesse e gli studenti delle scuole superiori sarde che il 24 e 25 febbraio e il 31 marzo potranno fare esperienza diretta di come funzionano le ricerche del CERN grazie all’iniziativa internazionale Masterclass, coordinata in Italia dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e realizzata in collaborazione con l’Università di Cagliari. Le ragazze e i ragazzi, contemporaneamente ai loro coetanei in altri paesi del mondo, saranno accompagnati in un viaggio alla scoperta delle proprietà delle particelle, esplorando i segreti di LHC (Large Hadron Collider) del CERN di Ginevra, l’acceleratore di particelle di 27 km a 100 metri di profondità sottoterra dove le particelle si scontrano quasi alla velocità della luce e nel luglio 2012 è stato scoperto l’ormai celebre bosone di Higgs.

Quest’anno, a causa della pandemia di Covid-19, le masterclass del 24 e 25 febbraio si svolgeranno online, ma il programma prevede sempre lezioni e seminari sugli argomenti fondamentali della fisica delle alte energie, seguite da esercitazioni al computer su uno degli esperimenti dell’acceleratore di particelle LHC. In particolare, le ragazze e i ragazzi della Sardegna analizzeranno i dati provenienti dagli esperimenti LHCb il 24 e 25 febbraio e ALICE il 31 marzo.
Alla fine di ogni giornata, proprio come in una vera collaborazione di ricerca internazionale, ci sarà un collegamento in videoconferenza tra i giovani partecipanti alle Masterclass di tutto il mondo per discutere insieme i risultati emersi dalle esercitazioni.

L’iniziativa, giunta alla 18° edizione, fa parte delle Masterclassinternazionali organizzate da IPPOG (International Particle Physics Outreach Group) e, in Italia, dall’INFN. Le Masterclass si svolgono contemporaneamente in 60 diversi paesi, coinvolgono oltre 200 tra i più prestigiosi enti di ricerca e università del mondo e più di 13.000 studenti delle scuole secondarie di II grado. Per l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare quest’anno sono presenti le sezioni di Bari, Bologna, Cagliari, Cosenza, Ferrara, Firenze, Genova, Lecce, Milano Bicocca, Milano, Napoli, Padova, Parma, Pavia, Perugia, Pisa, Sapienza Università di Roma, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Salerno, Torino, Trieste, Trento e Udine, e i Laboratori Nazionali di Frascati (LNF).

Contatti locali: Dipartimento di Fisica dell’Università, Cittadella Universitaria di Monserrato, 09042 Monserrato (Cagliari), prof. Biagio Saitta, Alessandro Cardini, Francesca Dordei, Corrado Cicalo’, Ester Casula.

Informazioni sulle Masterclass:

Per informazioni sulle Masterclass nazionali:

Ufficio Comunicazione INFN, Cecilia Collà Ruvolo, cecilia.collaruvolo@lnf.infn.it

GRAVITAS al confine tra fisica e filosofia

Al via l’innovativo progetto di divulgazione scientifica “Gravitas”, incontri e chiacchierate al confine tra fisica e filosofia, a cura dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e dell’università di Cagliari. Gli incontri sono rivolti a studenti e studentesse delle scuole superiori.

La gravità è di gran lunga il tema scientifico che ha maggiormente stuzzicato la curiosità di scienziati e filosofi nel corso dei secoli. Il suo studio ha da sempre comportato uno sforzo creativo di doppia natura: da un lato, la fisica ha cercato di comprendere la manifestazione dei fenomeni attraverso la loro osservazione e la scrittura di modelli matematici che potessero mettere in luce le leggi di natura. Dall’altro, la filosofia si è occupata di leggere e interpretare gli studi fisici mettendo in luce concetti, visioni e conseguenze delle leggi di natura formulate dalla fisica. Dal confronto tra scienza e pensiero filosofico sono emersi nuovi impianti descrittivi e interpretativi della natura, nuove idee creative e immaginarie ricche di una carica rivoluzionaria pronta a cambiare le leggi del gioco fisico-matematico, teatro del mondo in cui viviamo. 

C’è stato però un momento in cui i due mondi si sono separati. Dalla rivoluzione relativistica di Einstein e il successivo avvento della meccanica quantistica, fisici e filosofi hanno intrapreso strade diverse, entrambi rapiti dalle difficoltà intrinseche degli apparati concettuali e matematici oggetto dei loro studi. Ci si pone una domanda: è possibile restituire una visione unitaria del sapere, superando la dicotomia scientifico-umanistica che è andata a stabilirsi nel tempo? La risposta non è di certo banale, ma si può ripartire dalla scuola per sperimentare una nuova visione del sapere unificato.

Da questa esigenza, nasce “Gravitas”, un progetto di divulgazione scientifica al confine tra fisica, filosofia e storia della scienza rivolto a studenti e studentesse del triennio delle scuole secondarie di secondo grado italiane. “Gravitas” è il racconto della storia delle teorie gravitazionali e di tutti i fenomeni correlati alla gravità, e non solo. È anche il racconto di chi, nel corso dei secoli, si è occupato di studiare e analizzare i fenomeni gravitazionali, sia da un punto di vista fisico che filosofico. “Gravitas” è dunque narrazione della storia di uomini e donne che con le loro idee hanno cambiato la concezione del nostro universo.

Le attività del progetto sono partite a dicembre 2021 con una serie di chiacchierate fisico-filosofiche dal carattere divulgativo dal titolo “Nuovi Discorsi sui Massimi Sistemi”, parafrasando il celebre libro di Galileo Galilei. Tutti i lunedì a partire dalle ore 16:00 due ricercatori o ricercatrici provenienti da settori disciplinari differenti dialogano con un moderatore su un tema generale. Le chiacchierate vengono trasmesse sul canale Youtube e sulla pagina Facebook della sezione di Cagliari dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN Cagliari) e si concluderanno ad aprile 2022.

Tra i temi della discussione vi sono il percorso della logica da Aristotele sino ai paradossi o apparenti tali portati dalla relatività generale, le idee contro-intuitive di tempo, spazio, la relazione tra effetti quantistici e la gravità, le onde gravitazionali, la materia e l’energia oscura. Sarà anche discusso il ruolo sociale della scienza, sia per il suo impatto culturale sia per quello socioeconomico. Durante le chiacchierate, hanno avuto un ruolo centrale alcuni Professori dell’Università degli Studi di Cagliari, tra cui Michele Camerota, che ha illustrato l’importanza del metodo galileiano nell’indagine della realtà e Mariano Cadoni, che ha discusso l’importanza delle rivoluzioni scientifiche. Nei prossimi incontri ci sarà la partecipazione, tra gli altri, dei Professori Elisabetta Gola, Maria Chiara Di Guardo, Francesca Ervas, Giuseppe Sergioli ed Emiliano Ilardi.

Le attività del progetto “Gravitas” culmineranno con la realizzazione di un festival al confine tra fisica e filosofia della scienza, la cui prima edizione sarà a Cagliari nel mese di settembre 2022. L’evento sarà interamente gestito e organizzato dalle nuove generazioni partecipanti al progetto in un’innovativa struttura “bottom-up”, con l’idea che sia la loro esigenza di conoscenza e comunicazione della scienza ad emergere come naturale espressione di un processo di scambio proficuo tra ricercatori, ricercatrici e la società. Durante il festival, studenti e studentesse proporranno tematiche, organizzeranno e modereranno laboratori e tavole rotonde, gestendo anche la comunicazione. Un comitato scientifico di esperti svolgerà il ruolo di guida e formatore in tutti gli aspetti del progetto.

“Gravitas” nasce da un’idea di Matteo Tuveri (INFN Cagliari) e Walter Bonivento (INFN Cagliari) ed è organizzato e promosso dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) in collaborazione con Università, enti e infrastrutture di ricerca del territorio italiano ed estero. Localmente, le attività sono coordinate da INFN Cagliari in collaborazione con Viviana Fanti del Dipartimento di Fisica e il PLS fisica dell’Università di Cagliari.  

Di seguito il calendario degli eventi

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Link utili

Canale Youtube INFN Cagliari: https://www.youtube.com/channel/UCbj8ovQ_fbqR6luQ_jK-wfQ

Pagina Facebook INFN Cagliari: https://www.facebook.com/INFNCagliari

Per informazioni rivolgersi a

Matteo Tuveri: matteo.tuveri@ca.infn.it

Walter Bonivento: walter.bonivento@ca.infn.it

“Colori e immagini della scienza”: a Nuoro la mostra di Art&Science Across Italy

Da 15 al 26 febbraio al Teatro Eliseo l’esposizione delle opere di ventiquattro studentesse e studenti della Sardegna

Da domani, martedì 15 febbraio, alle 17:30, al Teatro Eliseo – via Roma, n. 73, Nuoro – e fino al 26 febbraio, si apre al pubblico la mostra “Colori e immagini della Scienza”. La mostra, organizzata dall’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) in collaborazione con dipartimento di Fisica e progetto Piano lauree scientifiche di Fisica dell’Università di Cagliari, Sardegna Teatro, Comune di Nuoro e Europe Direct Nuoro, fa parte di un ciclo di dodici mostre che si tengono in questi mesi in altrettante città italiane. Un percorso che fa parte dell’edizione 2020/22 del progetto per le scuole Art&Science Across Italy. Organizzato dall’Infn con il Cern di Ginevra, il progetto punta ad avvicinare ragazze e ragazzi al mondo della scienza utilizzando il linguaggio dell’arte.

Dai licei di Nuoro e Tempio, al Teatro Eliseo e al Mann di Napoli. La mostra raccoglie otto opere realizzate da ventiquattro studentesse e studenti, dei licei “Giorgio Asproni” di Nuoro e “Giovanni Maria Dettori” di Tempio Pausania, istituti che dal 2020 partecipano alla terza edizione di Art&Science. Le opere sono ispirate da un argomento scientifico, che spazia tra varie discipline, dalla fisica alla geologia. E sono state realizzate dopo una serie di seminari e incontri con ricercatori e ricercatrici che si sono svolti online nel 2021. Le opere più significative saranno premiate il 26 febbraio prossimo nel corso di un evento che si terrà dalle 17:30 alle 19 al Teatro Eliseo, struttura gestita da Sardegna Teatro. Le opere premiate comporranno la mostra e la competizione nazionale che si terrà al Mann (Museo archeologico nazionale di Napoli) dal 13 al 27 maggio. Gli autori e le autrici delle opere più significative nell’evento nazionale saranno ospiti al Cern per un master sul rapporto tra arte e scienza che si svolgerà il prossimo settembre.

Art&Science Across Italy, uno squarcio di straordinaria vitalità. All’edizione 2020-2022 di Art&Science Across Italy partecipano più di 5.600 studenti provenienti da quaranta scuole di dieci regioni. Il progetto è stato coordinato da ricercatori e ricercatrici delle sezioni Infn e degli atenei locali. Le studentesse e gli studenti hanno realizzato un totale di circa mille opere che saranno esposte in dodici mostre nelle città che partecipano al progetto. Il progetto si rivolge a studenti e studentesse delle classi III e IV delle scuole superiori con l’obiettivo di coinvolgerli nel mondo della ricerca scientifica, coniugando i linguaggi della scienza con quelli dell’arte e andando incontro a diverse attitudini e interessi individuali. Dalla prima edizione a oggi il progetto ha coinvolto oltre diecimila studenti italiani provenienti da dodici regioni. Il progetto prevede tre fasi. La prima è una fase formativa in cui sono organizzati seminari, workshop e visite a musei e laboratori. La seconda fase prevede la realizzazione da parte di studenti e studentesse di opere artistiche ispirate agli argomenti scientifici trattati nelle lezioni. Infine, le opere realizzate vengono esposte e premiate in mostre regionali e le più significative sono raccolte nella mostra nazionale, evento conclusivo di ciascuna edizione. I venti vincitori della competizione nazionale sono infine invitati a partecipare a un master sul rapporto tra arte e scienza nei laboratori dell’Infn o al Cern.

Informazioni e comunicazione. La mostra è visitabile il martedì (10-13), il mercoledì, giovedì e venerdì (17-19), sabato e domenica da un’ora prima a una dopo le proiezioni. L’ingresso è libero. Per essere aggiornati sulle mostre Art&Science Across Italy https://www.facebook.com/artandscienceacrossitaly; Responsabili progetto, Infn – Sezione di Cagliari Matteo Tuveri, matteo.tuveri@ca.infn.it, e Viviana Fanti, viviana.fanti@ca.infn.it; Cecilia Collà Ruvolo – Ufficio comunicazione Infn, cecilia.collaruvolo@lnf.infn.it – 346 3338917

Una nuova luce sulla materia oscura

Il 2022 inizia con un nuovo importante risultato nella ricerca della materia oscura, ottenuto da una collaborazione internazionale presso l’esperimento DEAP-3600, situato allo SNOLAB, in Canada, e che ha visto tra i suoi protagonisti anche l’assegnista di ricerca dell’Università di Cagliari e INFN Cagliari Michela Lai.

Ricostruzione del “bullet cluster”, lo scontro tra ammassi di galassie da cui si evince la presenza della materia oscura. In rosa la luce emessa dalla materia, in blu, l’effetto gravitazionale della materia (ordinaria più oscura)

La materia oscura è una forma di materia che, si ipotizza, costituisca più di tre quarti di tutta la materia dell’Universo. Non è visibile a occhio nudo e con nessun telescopio o antenna, ma, avendo una massa, esercita la sua attrazione gravitazionale su gas e polveri che osserviamo nelle galassie, determinandone la struttura e i moti. Non possiamo vedere le particelle di materia oscura (perché non emettono luce), ma sembra che queste, sotto opportune condizioni, ci possano fornire una prova della loro esistenza. Infatti, l’urto della materia oscura contro atomi pesanti di elementi nobili come l’argon, produce un segnale luminoso unico, caratteristico, ma estremamente flebile che solo con rivelatori ultrasensibili possiamo misurare. Questo è proprio il caso del rivelatore DEAP-3600.

L’esperimento SnoLab situato in Canada

L’esperimento canadese è situato a 2 km sotto la superficie terrestre e contiene al suo interno un grande pentolone con 3,3 tonnellate di argon liquido ad una temperatura di circa -180° Celsius. È il più voluminoso rivelatore di materia oscura attualmente in azione al mondo.  Grazie al lavoro di più di 100 scienziati sparsi in 25 istituti di ricerca, i suoi dati hanno permesso negli ultimi anni di escludere diversi possibili tipi o “modelli” di materia oscura, specialmente quelli che prevedevano l’esistenza di particelle oscure leggerissime, di massa pari a circa quella di 100 atomi di idrogeno.

Le misure sperimentali e un’innovativa analisi dei dati ottenuti hanno condotto la collaborazione scientifica di DEAP-3600 alla ricerca di particelle di materia oscura con una massa molto grandi, pari a 22 mg, circa il peso di un granello di sabbia: si tratta della più grande massa mai ipotizzata per una particella elementare. Dopo circa tre anni di presa dati, l’analisi accurata dei risultati sperimentali condotta grazie al contributo dell’assegnista di ricerca dell’Università di Cagliari Michela Lai ha portato ad escludere anche questo “profilo” di materia oscura che fino ad oggi nessuno era riuscito a investigare.

L’esperimento DEAP-3600

L’analisi è stata il risultato di una collaborazione affiatata tra tutti i partner. Nello specifico, ha visto principalmente coinvolte l’Università di Carleton (Ottawa, Canada), il centro di ricerca canadese TRIUMF, l’Università di Cagliari e l’INFN Cagliari. Qui in particolare hanno giocato un ruolo fondamentale Michela Lai e Shawn Westerdale, già assegnista di ricerca presso l’INFN, sotto la supervisione del Dr. Walter Bonivento, leader dei gruppi DarkSide e DEAP a Cagliari.

La ricerca ha occupato la ricercatrice Lai per buona parte del suo dottorato di ricerca, svolto tra l’Università di Parigi Diderot e l’Università degli Studi di Cagliari e finanziato dall’INFN Cagliari e si è concluso nel 2021 con la pubblicazione dell’analisi dati raccolti dall’esperimento DEAP in una delle più autorevoli riviste nel settore, Physical Review Letters (PRL).

“Effettuare questa analisi” – ci racconta Michela – “vederla nascere, portarla avanti durante il dottorato, e infine vederne riconosciuto il valore con la sua pubblicazione su PRL è stata una meravigliosa soddisfazione. Mi ha ricordato perché amo la ricerca, e perché continuerò a farla, ovunque mi porti. Il nostro è stato un lavoro di squadra, una squadra affiatata e appassionata. Una squadra internazionale ed eterogenea, tra dottorandi, ricercatori, teorici e sperimentali e, forse, proprio per questo, straordinariamente funzionale.”

Michela Lai, assegnista di ricerca dell’Università di Cagliari e INFN Cagliari, autrice della ricerca sulla materia oscura

La ricerca pone le basi degli sviluppi futuri nella ricerca della materia oscura condotti attraverso la colonna di distillazione dell’argon denominata ARIA. La colonna di distillazione è installata in Sardegna, presso la miniera di Seruci, e la sua realizzazione sarà funzionale ai futuri studi presso i laboratori nazionali del Gran Sasso all’interno della collaborazione Darkside-20k che vede la collaborazione internazionale tra la sezione di Cagliari dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l’Università di Cagliari, la Regione Sardegna, la Carbosulcis, la Princeton University, il CERN, l’Università di Sassari, il Politecnico di Milano, il Fermi National Laboratory, l’ENEA, l’Istituto ITIM di Cluj Napoca (Romania) e altri numerosi istituti ed università.

“Colori e immagini della scienza”: al via le mostre della III edizione di Art&Science Across Italy

Dal comunicato stampa INFN del 17 gennaio 2022

Più di 5600 studentesse e studenti danno forma al connubio tra arte e scienza esponendo le loro opere in 12 mostre per l’Italia, la prima si apre domani a Potenza.

MARTEDÌ 18 GENNAIO 2022, alle ore 16.00, sarà inaugurata la mostra “COLORI E IMMAGINI DELLA SCIENZA” presso il MUSEO ARCHEOLOGICO PROVINCIALE DI POTENZA. La mostra, organizzata dall’UNIVERSITÀ DEGLI
STUDI DELLA BASILICATA insieme all’ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA
NUCLEARE (INFN), è la prima delle 12 MOSTRE che si terranno in
altrettante città italiane nell’ambito dell’edizione 2020-2022 del
progetto per le scuole ART&SCIENCE ACROSS ITALY [1].

Il progetto, organizzato dall’INFN in collaborazione con il CERN di
Ginevra si propone di avvicinare ragazze e ragazzi al mondo della
scienza utilizzando il linguaggio dell’arte.

La mostra al Museo Archeologico Provinciale di Potenza, visitabile fino
al 4 febbraio, raccoglie QUASI 90 OPERE realizzate da 270 STUDENTESSE E
STUDENTI delle scuole secondarie di II grado della Basilicata. Ogni
opera è stata ispirata da un argomento scientifico, che spazia tra
varie discipline, dalla fisica alla geologia, ed è stata realizzata
dalle studentesse e dagli studenti dando libero sfogo alla propria
fantasia e immaginazione.

“Dopo un anno e mezzo di incontri nelle scuole, nell’ambito di
questo progetto, posso dire che i ragazzi coinvolti hanno mostrato una
grande capacità nel coniugare saperi e immaginazione, conoscenze e
fantasia, oltre che un forte desiderio di confrontarsi anche su temi
scientifici complessi. Hanno compreso che questo era un progetto per
loro, fatto da loro e di cui, proprio nell’allestimento della mostra,
loro sono gli unici protagonisti”, commenta Nicola Cavallo, prorettore
al Public Engagement dell’Università degli Studi della Basilicata e
referente locale del progetto Art&Science Across Italy.

Martedì 18 gennaio, durante l’inaugurazione, si terranno i saluti
istituzionali e gli interventi di NICOLA CAVALLO e PIERLUIGI PAOLUCCI,
ricercatore della sezione di Napoli dell’INFN e coordinatore nazionale
del progetto Art&Science Across Italy. A seguire, alle ore 17.00, si
aprirà il ciclo di incontri “UN TÈ AL MUSEO” con un seminario dal
titolo “Il Tempo nel tempo” in cui il professor GUIDO MASIELLO,
docente di Fisica del sistema Terra dell’Università degli Studi della
Basilicata, parlerà di crisi climatica, dalle cause agli effetti in
corso e alle previsioni future.

PROGRAMMA MOSTRE III EDIZIONE DEL PROGETTO ART&SCIENCE ACROSS ITALY:

Partecipano all’edizione 2020-2022 di Art&Science Across Italy più di
5600 studenti, da 140 scuole di 10 regioni, dove il progetto è
coordinato da alcuni ricercatori e ricercatrici delle sezioni INFN e
delle Università locali. Le studentesse e gli studenti hanno realizzato
un totale di circa 1000 opere che saranno esposte in mostre nelle città
di POTENZA (dal 18 gennaio al 4 febbraio), PADOVA (dal 28 gennaio al 13
febbraio), NUORO (dal 13 al 27 febbraio), MILANO (dal 12 al 27
febbraio), FRASCATI (dal 12 al 27 marzo), PISA (dal 10 al 25 marzo),
BARI (dal 19 marzo al 3 aprile), TORINO (dal 21 marzo al 22 aprile),
ROMA (dal 22 marzo al 3 aprile), LECCE (dal 1° al 14 aprile), GENOVA
(dal 1° al 21 aprile) e NAPOLI (dal 25 aprile all’8 maggio). A causa
dell’incertezza dovuta alla situazione pandemica le date potrebbero
subire dei cambiamenti.

In ogni tappa saranno premiate e selezionate le opere più significative
che comporranno la MOSTRA NAZIONALE, che si terrà al MANN – MUSEO
ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI NAPOLI DAL 13 AL 27 MAGGIO.

ART&SCIENCE ACROSS ITALY:

 Il progetto ART&SCIENCE ACROSS ITALY si rivolge a studenti e
studentesse delle classi III e IV delle scuole superiori con
l’obiettivo di coinvolgerli nel mondo della ricerca scientifica
coniugando i linguaggi della scienza con quelli dell’arte e andando
incontro a diverse attitudini e interessi individuali. Dalla prima
edizione a oggi il progetto ha coinvolto oltre 10.000 studenti da tutta
Italia provenienti da 12 REGIONI ITALIANE.

Il progetto prevede tre fasi. La prima è una fase formativa in cui sono
organizzati seminari, workshop e visite a musei e laboratori. La seconda
fase prevede la realizzazione da parte di studenti e studentesse di
opere artistiche ispirate agli argomenti scientifici trattati nelle
lezioni. Infine, le opere realizzate vengono esposte e premiate in
mostre regionali e le più significative sono raccolte nella mostra
nazionale, evento conclusivo di ciascuna edizione. I 20 vincitori della
competizione nazionale sono infine invitati a partecipare a un master
sul rapporto tra arte e scienza presso i laboratori dell’INFN o al
CERN.

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Francesca Dordei vince il Premio Donna di Scienza Giovani 2021

Dal comunicato stampa INFN del 9 Novembre 2021

Francesca Dordei. Foto scattata presso l’Aula Curie del Dipartimento di Fisica dell’Università di Cagliari.

Martedì 9 novembre, nell’ambito della giornata conclusiva del Festival della Scienza di Cagliari, la ricercatrice INFN Francesca Dordei ha ricevuto il Premio Donna di Scienza Giovani 2021, nel corso della cerimonia di consegna del Premio Donna di Scienza. Nata nel 2019, l’iniziativa, promossa dall’associazione ScienzaSocietàScienza in collaborazione con le Università degli Studi di Cagliari e di Sassari, l’INAF e l’Osservatorio Astronomico di Cagliari, la sezione di Cagliari dell’INFN, la sede di Cagliari dell’Istituto di Neuroscienze del CNR e l’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Cagliari, si pone lo scopo di fornire un riconoscimento alle figure femminili che si sono distinte in campo scientifico contribuendo a dare prestigio e avanzamenti alla Sardegna. La sezione del riconoscimento rivolta alle giovani scienziate ha premiato Francesca Dordei, ricercatrice della sezione di Cagliari dell’INFN e delle collaborazioni LHCb, al CERN, e DarkSide, presso di Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN, per i suoi risultati nel settore di ricerca dedicato alla fisica delle particelle e per il suo impegno nella divulgazione scientifica.

“Sono molto felice di aver ricevuto il premio Donna di Scienza Giovani”, commenta Francesca Dordei a margine della cerimonia di premiazione”. “È un riconoscimento, arrivato del tutto inaspettatamente, che mi riempie di orgoglio. Innanzitutto, per l’appoggio ricevuto da parte del Direttore della mia Sezione, Alberto Masoni, che mi ha candidata per questo premio, aspetto che ha rappresentato per me un motivo di grande soddisfazione ancor prima dell’assegnazione del premio. Mi sento inoltre molto orgogliosa per le motivazioni che hanno dato vita al premio, ovvero sostenere le donne nella scienza. Sono infatti una fortissima sostenitrice di un’uguaglianza di genere nella scienza e sono convinta che la scienza stessa sarebbe arricchita da una uguale rappresentanza maschile e femminile. Infine, il premio si rivolge a persone operanti in Sardegna, e questo costituisce per me un ulteriore motivo di vanto, poiché sono molto contenta dell’opportunità che ho avuto di fare esperienze e formarmi all’estero e successivamente di rientrare in Sardegna per proseguire qui la mia attività di ricerca e preparare nuove generazioni di studenti e studentesse”.

Francesca Dordei vanta già un ricchissimo curriculum, con all’attivo oltre 500 pubblicazioni scientifiche, di cui è stata coautrice, e un’attività di ricerca che, iniziata nella collaborazione scientifica dell’esperimento LHCb del CERN su tematiche legate all’asimmetria tra materia e antimateria, si è aperta nel recente passato ad altri settori e a progetti chiave dell’indagine fisica contemporanea, come la ricerca della materia oscura e lo studio delle onde gravitazionali. “Le sfide professionali che mi aspetto di affrontare nel prossimo futuro sono numerose”, commenta la stessa Dordei, “d’altronde ci sono tantissime domande che fanno parte della mia attività di ricerca che devono ancora trovare risposta. Persiste, per esempio, il problema della scomparsa dell’antimateria nei primi istanti di vita dell’universo, tema su cui gli esperimenti del CERN si stanno concentrando. Mi auguro poi che il progetto Einstein Telescope per il futuro rivelatore di onde gravitazionali possa essere effettivamente realizzato in Sardegna, contribuendo al rilancio della Regione e alla nostra conoscenza dell’universo. E sarei molto felice di poter partecipare a quella che per me rappresenterebbe una sfida, in quanto non provengo dal settore dell’astronomia gravitazionale. Dal punto di vista personale, la speranza per il futuro è quella di poter vedere sempre più donne nel mio dipartimento e ricercatrici che possano rappresentare un modello di riferimento da seguire per bambine e ragazze”.   

Cagliaritana, classe 1987, Francesca Dordei ha conseguito la laurea triennale in Fisica e la laurea specialistica in Fisica Nucleare nel capoluogo sardo. Dopo aver svolto il dottorato di ricerca in Fisica ad Heidelberg, in Germania, viene assunta al CERN di Ginevra con una borsa Marie Curie. Al Cern, dove continua a lavorare all’interno della collaborazione LHCb, ricopre diversi ruoli di responsabilità, culminati nell’incarico di guidare un gruppo di circa 70 tra ricercatrici e ricercatori provenienti da tutto il mondo avente come obiettivo lo studio delle differenze esistenti tra la materia e antimateria. Nel 2017, dopo aver vinto un concorso nazionale bandito dall’INFN per la posizione di ricercatrice a tempo indeterminato, torna a Cagliari, unendosi alle collaborazioni DarkSide, esperimento rivolto alla ricerca della cosiddetta materia oscura operante presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, ed Einstein Telescope, interferometro gravitazionale di nuova generazione che l’Italia, attraverso l’INFN, si è candidata a ospitare nei pressi di Lula, in provincia di Nuoro. Si occupa da sempre di divulgazione scientifica, interessandosi in particolar modo alle tematiche legate agli stereotipi e alle discriminazioni di genere e orientamento sessuale nel mondo della scienza. Impegno che la spinge a fondare insieme a tre colleghi l’associazione IDeAS (Incontri di Divulgazione e Astrofisica in Sardegna), un progetto che ha per scopo quello di comunicare la scienza attraverso un’agile forma di didattica, innovativa ed interdisciplinare, veicolando i complessi e più recenti contenuti della ricerca in fisica ed astrofisica.

1951-2021: INFN, 70 ANNI DI RICERCA DISEGNANDO IL FUTURO

Comunicato stampa del 30 settembre 2021 a cura dell’ufficio comunicazione INFN

L’INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare celebra il suo 70° anniversario. Ad aprire la stagione di celebrazioni è statala conferenzaspettacolo “70 anni di conoscenza dell’universo”, in scena ieri sera, 29 settembre, all’Auditorium Parco della Musica di Roma, nella cornice del Festival delle Scienze di Roma.


La serata si è aperta con un dialogo tra il Ministro dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa e il Presidente dell’INFN Antonio Zoccoli sul futuro della ricercaitaliana, durante il quale è stata sottolineatal’importanza della ricerca fondamentale, dei progetti d’avanguardia e delle grandi infrastrutture, e soprattutto della valorizzazione delle nuove generazioni di ricercatrici e ricercatori che potranno contare sull’impegno del Ministero e del Governo nel mettere in campo iniziative strutturate che favoriscano lo sviluppo e la crescita dei loro progetti e delle loro carriere scientifiche in Italia.


“La ricerca fondamentale deve essere prima di tutto finanziata, – ha sottolineato il Ministro Maria Cristina Messa- ieri abbiamo pubblicato il primo bando nazionale volto a finanziare solo questa ricerca: sulla scia dell’European Research Council, è uno dei metodi per dare ai nostri ricercatori stimoli e prospettive”. “Bisogna sicuramente programmare di più, non possiamo continuare ad avere un finanziamento e un’organizzazione della ricerca a picchi e bassi perché questo non dà certezze. Se riuscissimo a programmare su cinque anni, come stiamo cercando di fare, sarebbe un bel cambio di passo”, ha concluso Messa.


L’evento, moderato da Marco Cattaneo, ha ripercorso la storia dell’INFN e della fisica italiana attraverso preziose memorie e contributi di Enrico Fermi, Edoardo Amaldi, Carlo Rubbia, Antonino Zichichi, e il racconto emozionante e appassionato di alcuni dei suoi protagonisti: Fabiola Gianotti, Fernando Ferroni, Enzo Iarocci, Luciano Maiani, Lucia Votano, e i Premi Nobel per la Fisica Arthur McDonald e Barry Barish che oggi continuano a collaborare con l’INFN. Ma ha anche guardato al futuro con il contributo dei giovani ricercatori Leonardo Di Venere, Valentina Mariani, Eugenia Naselli, Gaia Pupillo e Andera Tesi.

Dalla sua nascita, l’8 agosto del 1951, ad oggi, l’INFN ha contribuito in modo determinante a segnare il passo della storia della fisica fondamentale. Affondando le sue radici nell’intreccio tra due filoni di ricerca, la fisica del nucleo dell’atomo e quella delle particelle cosmiche, l’Istituto fin da subito è venuto a rappresentare un punto di riferimento per la comunità scientifica e una solida base per la costruzione dei successi ottenuti dalla fisica negli anni a seguire, in Italia e all’estero nel contesto di sempre più estese collaborazioni internazionali. Attraverso percorsi impegnativi e vie ancora mai battute, e proprio per questo ancora più affascinanti, la sua comunità ha ottenuto importanti risultati, che hanno portato anche a Premi Nobel.

“Fin dalla sua fondazione, l’INFN ha contribuito fortemente a scrivere la storia della fisica fondamentale, con un ruolo di primo piano nelle maggiori imprese e nelle scoperte storiche, come quella del bosone di Higgs al CERN e delle onde gravitazionali delle collaborazioni Virgo e Ligo, costruendo e condividendo nuove conoscenze e accelerando l’innovazione tecnologica”, commenta Antonio Zoccoli, Presidente dell’INFN. “Grazie all’impegno e alla dedizione con cui ha lavorato tutta la sua comunità e grazie alle sue grandi infrastrutture di ricerca e di calcolo, l’INFN ha saputo costruire un’eccellenza, fatta di competenze scientifiche, capacità tecnologiche e grande visione, che oggi viene riconosciuta in tutto il mondo”. “Sono state queste caratteristiche a ispirare e guidare sempre il nostro Istituto, consentendoci di costruire una tradizione solida che continuiamo a coltivare, sostenendo grandi progetti, come quelli per la realizzazione dell’Einstein Telescope e di Eupraxia, recentemente inclusi nella roadmap ESFRI, e di un futuro acceleratore al CERN ancora più potente di Lhc”. “La nostra volontà e il nostro impegno saranno sempre rivolti a spingere oltre le frontiere della conoscenza, disegnando percorsi inediti per trovare risposte alle domande ancora aperte sul nostro universo, e per sviluppare nuovi strumenti che diventino anche un bene comune della società”, conclude Zoccoli.

L’INFN proseguirà le celebrazioni per il 70 anniversario,con un anno di iniziative ed eventi in molte città italiane, che coinvolgeranno tutta la sua comunità nei Laboratori Nazionali e nelle Sezioni dell’Istituto. “Abbiamo immaginato un anno di celebrazioni come un ampio progetto diffuso, nel tempo e nello spazio, di valorizzazione dellaricerca
scientifica e partecipazione pubblica alla conoscenza”, spiega Antonio Zoccoli.

“Grazie a iniziative di condivisione dellastoria, dei metodi, dei progetti e dei risultati scientifici e tecnologici della ricerca in fisica fondamentale, vogliamo che tutto ciò che in questi settant’anni la comunità dell’INFN ha saputo realizzare diventi ancor più patrimonio di tutti i cittadini, bambini, ragazzi e adulti, anche attraverso il racconto dei suoi protagonisti e il dialogo e il confronto con loro”. “Da Enrico Fermi ed Edoardo Amaldi, ai nostri giorni, la storia dell’INFN è la storia della fisica, una storia che ha contribuito e continua a contribuire alla nostra cultura e al nostro progresso”, conclude Zoccoli.

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