{"id":3261,"date":"2022-02-10T13:59:54","date_gmt":"2022-02-10T12:59:54","guid":{"rendered":"https:\/\/wpress.ca.infn.it\/?p=3261"},"modified":"2022-02-10T13:59:56","modified_gmt":"2022-02-10T12:59:56","slug":"una-nuova-luce-sulla-materia-oscura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/wpress.ca.infn.it\/?p=3261","title":{"rendered":"Una nuova luce sulla materia oscura"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-justify\"><em>Il 2022 inizia con un nuovo importante risultato nella ricerca della materia oscura, ottenuto da una collaborazione internazionale presso l&#8217;esperimento DEAP-3600, situato allo SNOLAB, in Canada, e che ha visto tra i suoi protagonisti anche l\u2019assegnista di ricerca dell\u2019Universit\u00e0 di Cagliari e INFN Cagliari Michela Lai.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/wpress.ca.infn.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/darksie.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-418\" width=\"357\" height=\"258\"\/><figcaption>Ricostruzione del &#8220;bullet cluster&#8221;, lo scontro tra ammassi di  galassie da cui si evince la presenza della materia oscura. In rosa la luce emessa dalla materia, in blu, l&#8217;effetto gravitazionale della materia (ordinaria pi\u00f9 oscura)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify\">La <strong>materia oscura <\/strong>\u00e8 una forma di materia che, si ipotizza, costituisca pi\u00f9 di tre quarti di tutta la materia dell&#8217;Universo. Non \u00e8 visibile a occhio nudo e con nessun telescopio o antenna, ma, avendo una massa, esercita la sua attrazione gravitazionale su gas e polveri che osserviamo nelle galassie, determinandone la struttura e i moti. Non possiamo vedere le particelle di materia oscura (perch\u00e9 non emettono luce), ma sembra che queste, sotto opportune condizioni, ci possano <strong>fornire una prova della loro esistenza<\/strong>. Infatti, l\u2019urto della materia oscura contro atomi pesanti di elementi nobili come l&#8217;argon, produce un segnale luminoso unico, caratteristico, ma estremamente flebile che solo con rivelatori ultrasensibili possiamo misurare. Questo \u00e8 proprio il caso del rivelatore <strong>DEAP-3600<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/wpress.ca.infn.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/snolab_map.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3262\" width=\"385\" height=\"221\" srcset=\"https:\/\/wpress.ca.infn.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/snolab_map.png 750w, https:\/\/wpress.ca.infn.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/snolab_map-300x172.png 300w\" sizes=\"(max-width: 385px) 100vw, 385px\" \/><figcaption>L&#8217;esperimento SnoLab situato in Canada<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify\">L&#8217;esperimento canadese \u00e8 situato a 2 km sotto la superficie terrestre e contiene al suo interno un grande pentolone con 3,3 tonnellate di argon liquido ad una temperatura di circa -180\u00b0 Celsius. \u00c8 il pi\u00f9 voluminoso rivelatore di materia oscura attualmente in azione al mondo. &nbsp;Grazie al lavoro di pi\u00f9 di <strong>100 scienziati sparsi in 25 istituti di ricerca<\/strong>, i suoi dati hanno permesso negli ultimi anni di escludere diversi possibili tipi o &#8220;modelli&#8221; di materia oscura, specialmente quelli che prevedevano l\u2019esistenza di particelle oscure leggerissime, di massa pari a circa quella di 100 atomi di idrogeno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify\">Le misure sperimentali e un\u2019innovativa analisi dei dati ottenuti hanno condotto la collaborazione scientifica di DEAP-3600 alla ricerca di <strong>particelle di materia oscura con una massa molto grandi<\/strong>, pari a 22 mg, circa il peso di un <strong>granello di sabbia<\/strong>: si tratta della pi\u00f9 grande massa mai ipotizzata per una particella elementare. Dopo circa tre anni di presa dati, l&#8217;analisi accurata dei risultati sperimentali condotta grazie al contributo dell\u2019assegnista di ricerca dell\u2019Universit\u00e0 di Cagliari <strong>Michela Lai<\/strong> ha portato ad escludere anche questo &#8220;profilo&#8221; di materia oscura che fino ad oggi nessuno era riuscito a investigare.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/wpress.ca.infn.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/148-DEAP-3600-steel-shell-in-water-shield-tank-inner-lid-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3263\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/wpress.ca.infn.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/148-DEAP-3600-steel-shell-in-water-shield-tank-inner-lid-768x1024.jpg 768w, https:\/\/wpress.ca.infn.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/148-DEAP-3600-steel-shell-in-water-shield-tank-inner-lid-225x300.jpg 225w, https:\/\/wpress.ca.infn.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/148-DEAP-3600-steel-shell-in-water-shield-tank-inner-lid.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><figcaption>L&#8217;esperimento DEAP-3600<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify\">L&#8217;analisi \u00e8 stata il risultato di una collaborazione affiatata tra tutti i partner. Nello specifico, ha visto principalmente coinvolte <strong>l&#8217;Universit\u00e0 di Carleton<\/strong> (Ottawa, Canada), il <strong>centro di ricerca canadese TRIUMF<\/strong>, l&#8217;<strong>Universit\u00e0 di Cagliari <\/strong>e l&#8217;<strong>INFN Cagliari<\/strong>. Qui in particolare hanno giocato un ruolo fondamentale <strong>Michela Lai<\/strong> e <strong>Shawn Westerdale<\/strong>, gi\u00e0 assegnista di ricerca presso l&#8217;INFN, sotto la supervisione del <strong>Dr. Walter Bonivento<\/strong>, leader dei gruppi <strong>DarkSide<\/strong> e <strong>DEAP<\/strong> a Cagliari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify\">La ricerca ha occupato la ricercatrice Lai per buona parte del suo dottorato di ricerca, svolto tra l&#8217;Universit\u00e0 di Parigi Diderot e l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Cagliari e finanziato dall&#8217;INFN Cagliari e si \u00e8 concluso nel 2021 con la pubblicazione dell&#8217;analisi dati raccolti dall\u2019esperimento DEAP in una delle pi\u00f9 autorevoli riviste nel settore, <strong>Physical Review Letter<\/strong>s (PRL).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify\">&#8220;Effettuare questa analisi\u201d &#8211; ci racconta Michela &#8211; \u201cvederla nascere, portarla avanti durante il dottorato, e infine vederne riconosciuto il valore con la sua pubblicazione su PRL \u00e8 stata una meravigliosa soddisfazione. Mi ha ricordato perch\u00e9 amo la ricerca, e perch\u00e9 continuer\u00f2 a farla, ovunque mi porti. Il nostro \u00e8 stato un lavoro di squadra, una squadra affiatata e appassionata. Una squadra internazionale ed eterogenea, tra dottorandi, ricercatori, teorici e sperimentali e, forse, proprio per questo, straordinariamente funzionale.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/wpress.ca.infn.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/foto.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3264\" width=\"214\" height=\"214\" srcset=\"https:\/\/wpress.ca.infn.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/foto.jpeg 512w, https:\/\/wpress.ca.infn.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/foto-300x300.jpeg 300w, https:\/\/wpress.ca.infn.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/foto-150x150.jpeg 150w\" sizes=\"(max-width: 214px) 100vw, 214px\" \/><figcaption>Michela Lai, assegnista di ricerca dell&#8217;Universit\u00e0 di Cagliari e INFN Cagliari, autrice della ricerca sulla materia oscura<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify\">La ricerca pone le basi degli sviluppi futuri nella ricerca della materia oscura condotti attraverso la colonna di distillazione dell\u2019argon denominata <strong>ARIA<\/strong>. La colonna di distillazione \u00e8 installata in <strong>Sardegna<\/strong>, presso la miniera di Seruci, e la sua realizzazione sar\u00e0 funzionale ai futuri studi presso i laboratori nazionali del Gran Sasso all\u2019interno della collaborazione Darkside-20k che vede la collaborazione internazionale tra la sezione di Cagliari dell\u2019Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l\u2019Universit\u00e0 di Cagliari, la <strong>Regione Sardegna<\/strong>, la <strong>Carbosulcis<\/strong>, la <strong>Princeton University<\/strong>, il <strong>CERN<\/strong>, <strong>l\u2019Universit\u00e0 di Sassari<\/strong>, il <strong>Politecnico di Milano<\/strong>, il <strong>Fermi National Laboratory<\/strong>, l\u2019<strong>ENEA<\/strong>, l\u2019<strong>Istituto ITIM<\/strong> di Cluj Napoca (Romania) e altri numerosi istituti ed universit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2022 inizia con un nuovo importante risultato nella ricerca della materia oscura, ottenuto da una collaborazione internazionale presso l&#8217;esperimento DEAP-3600, situato allo SNOLAB, in Canada, e che ha visto tra i suoi protagonisti anche l\u2019assegnista di ricerca dell\u2019Universit\u00e0 di Cagliari e INFN Cagliari Michela Lai. 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